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Sei anche tu un runner stoico?

  • 4 minute read

Partiamo dalle basi perché così ti sarà più chiaro il resto: lo stoico non corre, lo stoico sopporta. Avrai presente quelle frasette sdolcinate che “la corsa è gioia”, “la corsa è libertà”, giusto? Ecco, lo stoico scuote la testa e si volta dall’altra parte, perché lui lo sa che per raggiungere il traguardo c’è un’unica via: la sofferenza. Più che altro è sul traguardo che magari ha le idee un po’ confuse, ma in fondo a chi importa perché soffri, quando puoi semplicemente soffrire e sopportare?

Partiamo dalle basi: cross-training e core-stability, riscaldamento / defaticamento / stretching, giorni di riposo, ombra in estate e sole in inverno, integratori e scorte d’acqua? Sciocchezze! Lo stoico esce di casa, fa un breve check (bandelletta, piriforme, fascite, scarpe scariche, canotta gratta-capezzoli, meteo avverso, allarme smog, invasione di locuste, etc.), e parte a cannone.
Se tu devi correre “un ventello”, che fai? Parti morbido, sei a regime dopo 4 o 5 chilometri, e negli ultimi cinque vedi se spingere o resistere. Lo trovi assennato? Orrore!

Se lo stoico esce per un ventello a 5:00, sul vialetto condominiale già pistona a 4:20 tra cartilagini che scricchiano e legamenti che saltano. I muscoli bruciano, la bandelletta risuona come un diapason, il piede è rigido come uno zoccolo di gnu e il piriforme prende fuoco? Lui ghigna (ma dentro, che fuori è impassibile) e accelera. Come, “accelera”? Sì, accelera! Lo stoico spara tutte le cartucce nei primi 1800 metri. Da lì in poi, tecnicamente, è “survival”.

Ad agosto lo stoico corre intorno alle 14, a gennaio in infradito tra le 4:30 e le 5:50 del mattino. Nelle mezze stagioni invece, così poco “challenging”, predilige le grandinate primaverili, le nebbie ottobrine che manco The Fog, la corsia d’emergenza della Salerno-Reggio Calabria (l’hanno poi fatta?) e le torbiere della Scozia.

Se lo incroci non ti saluta, ma mica per cattiveria, bensì perché il lato più primitivo del suo cervello ha inibito le funzioni sociali considerandole inutili ai fini della continuazione della specie. Ecco perché di norma, quando corre, lo stoico perde il dono della parola e la capacità di pensiero astratto: non è che non ti voglia salutare, né che si senta superiore (superiore si sente, ma a posteriori), è solo che proprio non può, e comunque ormai non ha più coscienza di sé (messo davanti a uno specchio non riconosce la propria immagine) e dunque figurati se ti identifica come suo simile (e non lo sei, tu che corri per quell’assurda ricerca di un’ancor più assurda felicità).

Ovviamente lo stoico non può avere tutto, non a ogni uscita, soprattutto considerando che esce un minimo di sei volte a settimana, che a volte deve fare i conti con questioni marginali come il lavoro e la famiglia, che altre volte tutto congiura per predisporre le aborrite condizioni ideali, ma anche in simili ambascie, la via del martirio trova una strada: metti che siamo a maggio, ci sono 15 gradi e il 28% di umidità, sole e brezza a favore, niente dislivelli né pietraie né pendici laviche in raffreddamento, lo stoico che fa? Semplice: organizzerà i turni lavorativi in modo da fare le notti e correre quando smonta; si accorderà col meccanico all’altro capo della città così da portargli la macchina alle 5 del mattino e poi farsela di corsa in mocassini fino al lavoro; correrà in pausa pranzo sui binari della metro o, extrema ratio, se la giornata è proprio perfetta e non c’è modo di avere un’esperienza anche un minimo spiacevole, allora si rinchiuderà in palestra per correre un’ultra sul tapis.

Quanto agli infortuni? Oh be’, già te l’ho detto, quelli sono parte del gioco, se non ci corri sopra che gusto c’è?

E le tapasciate? Per quanto lo stoico prediliga l’attraversamento del Borneo o il km verticale in vetta all’Ama Dablam, quantomeno un’ultra trail in zona di guerra, alle tapasciate partecipa, perché è la preparazione che fa la differenza: in giro dirà che si è iscritto ma “deve valutare” perché ha qualche problema logistico. Il giorno della gara tu sei lì a far riscaldamento e lui arriva in scarpe antinfortunistiche, e mentre fuma una cicca e butta giù l’ultimo sorso di birra ti racconterà “en passant” che:
– ha stimbrato alle 3:31 dopo un turno di 36 ore;
– ha guidato a fari spenti nella notte per vedere se poi è così difficile…;
– ha fatto colazione con peperonata e Campari;
– ha dimenticato la borsa e corre con quelle “che non sono male col drop basso e protettive”.

Allora tu lo guarderai, poi penserai alle ore di sonno fatte, alla colazione bilanciata, all’abbigliamento studiato con cura, alle scarpe selezionate proprio per quei 12 km di sterratino in piano tra boschi e lago, all’integratore in tasca e alla mappa mentale dei ristori, e ti chiederai chi dei due stia sbagliando. Solo che tu non hai la risposta, perché tu ammetti il dubbio. La risposta ce l’ha lo stoico, ed è sempre la stessa: se non corri per soffrire, se non corri per sopportare, allora cosa corri a fare?
Età media: 32-48 (range internazionale per la crisi di mezz’età)
Genere: rarissimi esemplari femminili (che la donna è solitamente più furba)
Velocità: eccessiva
Distanza preferita: eccessiva
Socievolezza: a posteriori, venata da compiacente aria di superiorità
Sopportabilità (1..10): 4
Domande tipiche: sì ma non c’è anche una 60k D+12000 a questa tapasciata?

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9 commenti
  1. Matteo ha detto:
    23 Agosto 2017 alle 09:32

    ……sei sicuro di non aver fatto copia-incolla con il referto che mi ha rilasciato il mio psichiatra?
    ……ci sono dentro abbestia!
    Baci.

    Rispondi
    1. Andrea Masotti ha detto:
      23 Agosto 2017 alle 20:23

      Ci siamo dentro tutti!!!! :)

      Rispondi
  2. antonio ha detto:
    23 Agosto 2017 alle 10:41

    sono io, sto ancora ridendo! grande Andrea.

    Rispondi
    1. Andrea Masotti ha detto:
      23 Agosto 2017 alle 20:24

      Grazie a te, Antonio! E come scritto sopra, che sia al 20 o al 90 per cento, siamo tutti un po’ così!

      Rispondi
  3. Simone Parma ha detto:
    23 Agosto 2017 alle 20:57

    Fortuna che ti ho insegnato a scrivere, perchè sei pravino, sai? :-)

    Rispondi
  4. Daniele ha detto:
    24 Agosto 2017 alle 09:17

    Sei unico! Veramente meraviglioso questo post.
    Alcuni sono veramente insopportabili, ci sono 45° all’ombra e tu corri alle 14?

    Grazie perchè date voce a pensieri che non vogliono uscire fuori tramite parole altrimenti diventiamo insopportabili.

    Rispondi
  5. Paod ha detto:
    24 Agosto 2017 alle 10:19

    Ma cos’è questo?!!!!
    Sembra il copia-incolla della mia vita da runner…

    loro ci osservano!!! °__°

    ps:da ammazzarsi dal ridere!!! :-D

    Rispondi
  6. Markdvl ha detto:
    30 Agosto 2017 alle 09:20

    Bellissimo articolo, sto ancora ridendo immedesimandomi in alcuni comportamenti :)

    Rispondi
  7. MiDi ha detto:
    22 Ottobre 2017 alle 14:38

    C’è un runner stoico in tutti noi….

    Rispondi

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