Alle Paralimpiadi di Parigi sarà concesso mostrare tatuaggi raffiguranti gli anelli olimpici

Olimpiadi e Paralimpiadi sono due manifestazioni indipendenti e ben distinte, ognuna con il proprio logo

Per anni gli atleti paralimpici sono stati costretti a coprire e nascondere i tatuaggi raffiguranti i cerchi olimpici per non dover far fronte a sanzioni o, nella peggiore delle ipotesi, rischiare la squalifica dalle competizioni.

Nell’edizione parigina delle Paralimpiadi questa severa regola smetterà di essere applicata, permettendo agli atleti di non doversi preoccupare di qualcosa che va oltre la performance sportiva. Non è stata data alcuna spiegazione ufficiale sul perché di questa decisione.

A ognuno il suo logo

Olimpiadi e Paralimpiadi possono sembrare due facce della stessa medaglia. In realtà il Comitato Olimpico Internazionale e il Comitato Paralimpico Internazionale sono organizzazioni ben distinte, con diverso personale, statuto e, soprattutto, loghi ben distinti.

Le Paralimpiadi non hanno alcun legame con il simbolo degli anelli olimpici. Il logo che le rappresenta è l’insieme di tre “virgole”, più precisamente agitos (dal latino “io mi muovo”) di tre colori diversi: rosso, blu e verde, ovvero i colori più utilizzati nella palette delle bandiere dei paesi del mondo (se ti stai chiedendo cosa rappresentino i cinque cerchi del logo delle Olimpiadi trovi la spiegazione qui).

Il fatto che alcuni atleti paralimpici avessero tatuato sulla pelle il logo di un’altra manifestazione veniva percepita come una forma di pubblicità nei confronti di un organismo concorrente, generando confusione nel pubblico oltre che influire negativamente sulla comprensione del circuito paralimpico. Per questo motivo è stato imposto agli atleti come regola obbligatoria di coprire i tatuaggi che raffigurassero il logo a cinque cerchi.

Più di un tatuaggio

C’è da dire che per molti atleti paralimpici avere tatuato in maniera indelebile gli anelli olimpici non ha alcun secondo fine né intento commerciale. Quel tatuaggio è molto più semplicemente una raffigurazione simbolica dei loro sforzi e sacrifici che li hanno portati fino a lì.

Per esempio, il nuotatore paralimpico Rudy Garcia-Tolson ha coronato il suo sogno quando nel 2004 è riuscito a qualificarsi alle Paralimpiadi di Atene dove vinse la sua prima medaglia d’oro. All’età di 16 anni si tatuò i cerchi olimpici sulla spalla sinistra, per ricordarsi del viaggio che lo aveva condotto a gareggiare a quei livelli.

L’inizio di un altro grande show

I Giochi Paralimpici sono il più grande evento sportivo su scala globale in cui gli atleti con disabilità possono confrontarsi per aggiudicarsi il titolo di migliore al mondo. Gareggeranno oltre 4.000 atleti in 22 sport. Potremo farci stupire dalle gesta di questi atleti straordinari dal 28 agosto all’8 settembre. Per l’Italia ci saranno in gara ben 141 azzurri (numero record di partecipazioni) suddivisi in 17 discipline: per citarne alcuni ci saranno Bebe Vio nel fioretto, la velocista Ambra Sabatini che insieme a Luca Mazzone, nuotatore e paraciclista, sono stati porta bandiera dell’Italia. 

Se come me eravate già nostalgici dell’appuntamento quotidiano con i Giochi, possiamo gioire e tornare alle “vecchie” abitudini, sintonizzandoci sulle diverse piattaforme per seguire, supportare e speriamo gioire insieme ai nostri ragazzi. Buone Paralimpiadi a tutti!

(Via NYT)

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