La corsa fuoristrada è imprevedibile. Non sai mai in che condizioni ti troverai a correre e su quali terreni. Lo puoi immaginare, lo puoi prevedere, ma ci sono fattori che sfuggono continuamente al tuo controllo. Devi essere pronto a tutto: ad avere caldo, sudare e poi improvvisamente avere la pelle d’oca; a correre con passo svelto e respirazione controllata su un rettilineo alberato per poi ritrovarti a camminare con le mani sulle ginocchia e il fiatone dopo aver imbroccato una salita, la prima di chissà quante, alla quale non seguirà una discesa come verrebbe da pensare, bensì un’altra salita. Credimi, succede sempre così.

Di fronte a ciò che non puoi prevedere né controllare quello che devi fare è metterti nelle condizioni di poter affrontare qualsiasi situazione. Le Brooks Caldera 7 sono quelle scarpe che non ti faranno indugiare né rallentare su alcun terreno. Non sentirai mai perdere il contatto del piede con il suolo e avvertirai di avere sempre il controllo di ogni singolo passo.
Il merito va sicuramente alla suola TrailTack Green Rubber, riprogettata per dare ancora più trazione e grip grazie ai numerosi tasselli scanalati, distribuiti in maniera equa e speculare su tutta l’ampia superficie.

Ma per sentirsi sicuri ci si deve prima sentire comodi, perfettamente a proprio agio. Le Brooks Cladera 7 hanno l’ultimo sistema di ammortizzazione progettato in casa Brooks, il più avanzato, morbido, leggero e resistente di sempre: il DNA LOFT v3, lo stesso utilizzato nelle Glycerin 21.

Se la si osserva si noterà che la mescola dell’intersuola sale lateralmente sulla scarpa di qualche centimetro, terminando con un movimento a punta che ricorda il profilo delle montagne. Questa costruzione non ha uno scopo puramente decorativo, ma una funzione molto importante. Prova a pensare di trovarti a correre su un sentiero completamente infangato, dove i piedi sprofondano a tratti quasi fino alle caviglie. In condizioni del genere, dove l’equilibrio è precario e il rischio di scivolare è altissimo, questa struttura offre la stabilità che serve non solo per rimanere in piedi ma anche per procedere senza grosse difficoltà né indugi.

Senza contare che ci si potrebbe ritrovare a dover attraversare dei guadi com’è successo a me e al mio compagno di squadra durante la Monza Montevecchia, un eco trail di cui ho scritto sul mio blog che si snoda nel cuore della Brianza attraversando il Parco dell’Alta Valle del Lambro, il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Correre con scarpe e calze grondanti d’acqua aggiunge un livello di difficoltà alla prova. In questi casi è fondamentale che la tomaia sia in materiale leggero e traspirante per consentire di far fuoriuscire acqua e umidità. Entrambi abbiamo terminato la gara senza alcuna vescica: 1 – 0 per le Brooks Caldera 7.
Nell’arco dei 33km con 700m di dislivello abbiamo corso su terreni stabili e instabili, sotto il sole e nella penombra boschiva, su single track la cui traccia era parzialmente coperta dall’erba alta, in un susseguirsi di salite e discese senza un limite di continuità, entrando e uscendo da un numero imprecisato di guadi, così tanti da aver perso il conto. Tutto questo senza mai tentennare né perdere l’equilibrio. Non c’è stato un attimo in cui gambe e piedi abbiano indugiato. Senz’altro merito di un adeguato percorso di avvicinamento messo in atto durante gli allenamenti, che ci ha preparato alle condizioni che avremmo trovato in gara, ma anche del supporto di scarpe che ci hanno facilitato il compito. Le Brooks Caldera 7 sono state delle ottime compagne di allenamento e di gara, con cui ci siamo divertiti e ci siamo goduti l’esperienza, con la voglia di ripartire subito per una nuova avventura.

Photo credit Andrea Farè



