Camille Herron: tra accuse e l’abbandono di alcuni sponsor

L'ultratrail runner americana e il marito sono stati accusati di aver modificato delle pagine di Wikipedia di alcuni colleghi per sminuirne i successi sportivi

L’ultramaratoneta americana e detentrice di diversi record Camille Herron, è stata coinvolta in uno scandalo che ha movimentato la comunità degli ultrarunner. 

Secondo un’indagine condotta da Canadian Running, Herron e suo marito Conor Holt, maratoneta e suo preparatore, sembrerebbero collegati a due account, “Temporun73” e “Rundbowie”, con i quali avrebbero modificato le pagine di Wikipedia di colleghi come Courtney Dauwalter e Kilian Jornet. In che modo? “Declassandone” risultati e vittorie ma – allo stesso tempo – enfatizzando i successi di Camille Herron. 

Tra le accuse, quelle di aver cancellato di alcune affermazioni sui successi di Dauwalter e Jornet per assegnarne invece una, in versione vittoriosa e definitiva, alla stessa Camille Herron. Un esempio? Tradotta in italiano, la nuova descrizione della sua pagina su Wikipedia la definisce come “una delle più grandi ultramaratonete di tutti i tempi”. 

Inoltre, tra i profili modificati comparirebbero anche quelli di atleti come Des Linden e Yiannis Kouros. Gli account, precedentemente banditi per violazione delle politiche di conflitto d’interessi di Wikipedia, sono stati ricondotti a un indirizzo IP e a un’e-mail collegati a Holt​.

Dopo la pubblicazione dell’articolo e i conseguenti step di “dissing” e “hating” come da tradizione del web dei ruggenti leoni da tastiera, a metà settembre uno dei principali sponsor di Herron, Lululemon, ha deciso di interromperne la collaborazione. Il brand ha motivato la scelta con la volontà di sostenere valori di equità e rispetto nelle competizioni sportive​, cosa che, stando al report, Herron sembrava aver violato.

Camille Herron ha negato ogni coinvolgimento diretto, diversamente dal marito. Holt sembrerebbe infatti essersi assunto la responsabilità delle azioni, dichiarando di voler proteggere sua moglie da critiche e atti di bullismo ricevuti durante la carriera, fattori che hanno avuto un impatto significativo sulla sua salute mentale​.

Conor Holt sembra apparentemente scomparso dai social. Un silenzio stampa senza troppi commenti ma con grandi punti di domanda da parte di tutta la comunità mondiale di ultrarunning. 

Se negli anni d’oro della pubblicità i manifesti, gli spot e i messaggi promozionali bastavano a dare un’immagine forte e precisa dei brand – e dunque lasciando poco raggio d’azione a eventuali “scivoloni” come questo -, oggi la forza propulsiva del web e dei social in particolare ha reso il paradigma dell’immagine molto più efficace da un lato ma allo stesso tempo molto più fragile dall’altro.

Gli stessi personaggi pubblici – atleti, cantanti o imprenditrici, nessuno escluso – sono diventati loro per primi protagonisti delle più recenti politiche aziendali legate all’immagine e ai valori delle aziende che rappresentano. E se internet lascia l’assoluta e democratica libertà di poter agire in piena autonomia, a volte si è reso necessario che le aziende prendessero iniziative rispetto a situazioni create dai loro testimonial, come apparentemente è successo in questo caso.

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