Correresti una maratona “alla Filippide”?

Senza orologio, cardiofrequenzimetro, gps, in totale isolamento spazio-temporale, seguendo un percorso in cui l’unica segnaletica è rappresentata dalla linea di partenza, quella di arrivo e da alcune frecce posizionate agli incroci


  • La maratona Filippide partirà all’alba del 4 agosto da Chiaramonte Gulfi e terminerà a Kamarina, seguendo un percorso lineare.
  • Gli atleti correranno senza strumenti tecnologici, facendo affidamento solo sul proprio spirito di orientamento e avventura.
  • Questa maratona unica sfida fisicamente e mentalmente, spingendo i partecipanti a conoscere meglio se stessi e la Sicilia.

 

Correre una maratona esattamente come fece Filippide, il primo maratoneta della storia. Il 4 agosto partirà la sedicesima edizione della maratona che celebra nella forma più fedele l’impresa dell’ateniese: correre senza l’ausilio di alcuno strumento tecnologico, in cui fare appello solo e soltanto sul proprio spirito di orientamento e avventura. 

Il percorso

La Filippide partirà nelle primissime ore del giorno dalla provincia di Ragusa. I partecipanti inizieranno a muovere i loro primi passi di corsa da Chiaramonte Gulfi, a poco meno di 700 metri di quota, per poi muoversi su un tracciato lineare che terminerà a valle, in quella che era stata la colonia di Kamarina di cui oggi non rimangono che rovine e importanti resti archeologici, percorrendo alcuni tratti in comune con la maratona di Ragusa che si svolge nel mese di gennaio.

Quanto ti conosci?

L’aspetto che trovo davvero interessante di questa corsa sono le sue condizioni di svolgimento. Alcuni potrebbero giudicarle estreme. Dipende. Sicuramente si tratta di una sfida diversa dal solito, capace di metterci di fronte ai nostri punti di forza e alle nostre debolezze, facendoci rendere conto di quanto a fondo ci conosciamo (o non ci conosciamo) veramente.

Correre senza poter fare affidamento su alcun tipo di dato che ci possa dare informazioni sulla nostra condizione e posizione può sembrare facile, in realtà è difficilissimo. È una maratona che oltre a metterti alla prova sulla distanza ti sfida a conoscere te stesso: quante volte sei uscito, o sei solito uscire a correre senza il tuo orologio? Quante volte corri solo e soltanto basandoti sulle tue sensazioni, senza farti condizionare dal segnale del lap a ogni chilometro?

Non i soliti 42.195m

Una prova che diventa più mentale che fisica. Una lunga corsa in una terra meravigliosa, quella siciliana, in cui potrai provare a goderti l’esperienza senza avere come unica preoccupazione quella del cronometro finale. Un’occasione per scoprire scorci di una Sicilia che magari non si conosceva e che sicuramente non si era mai vista in quella prospettiva. D’altra parte esiste un modo migliore di conoscere un luogo nuovo se non a passi di corsa?

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