Cos’è il repechage?

È la nuova regola applicata ad alcune competizioni disputate tra le corsie della tanto discussa pista color porpora (o viola, o lavanda)

Non è pratica usuale che nel contesto olimpico vengano introdotte nuove regole, specialmente se queste potrebbero potenzialmente rappresentare un punto di svolta nelle competizioni. È successo proprio a Parigi, nel corso di queste Olimpiadi con l’introduzione di un round di repechage in alcune gare dell’atletica leggera.

Una seconda possibilità

Di fatto è a tutti gli effetti una seconda possibilità che si è deciso di dare ad alcuni atleti di alcune specialità che riguardano l’atletica leggera. Una sorta di mano di ripescaggio. Si è deciso di applicarla nelle gare individuali dai 200 metri fino ai 1.500, così come nei 110 metri e 400 metri ostacoli. Gli atleti che non si sono qualificati in semifinale nel primo turno avranno un’altra chance per potersi aggiudicare un posto in semifinale.

L’impatto sugli atleti

La possibilità di ripetere la prova dà la possibilità agli atleti di correggere eventuali errori commessi per via dell’agitazione, della tensione o per aver scelto la strategia sbagliata. Giocarsi il lavoro di anni di preparazione in pochi minuti e, in alcuni casi, in una manciata di secondi, può mandare in tilt. Così facendo si è dato a loro l’opportunità di ripetere la prova, oltre che permettere loro di correre almeno due prove alle Olimpiadi senza uscire subito di scena.

Il numero di atleti ripescati ad ogni prova varia a seconda della gara di specialità: gli atleti che avranno l’opportunità di avanzare in semifinale vanno dei due ai sei.

Il motivo dietro questo cambiamento

Questa novità era stata annunciata da Word Athletics, la Federazione Internazionale dell’atletica leggera, nel luglio 2022. È una scelta che da una parte intende dare più spazio all’atletica durante i Giochi e dall’altra consentire a tutti gli atleti di dimostrare di che pasta sono fatti dopo aver rotto il ghiaccio con lo scenario olimpico, qualora non fossero riusciti ad esprimere il meglio di sé al primo colpo.

Quali solo le conseguenze?

Questa decisione potrebbe assumere più di un significato: tutelare la salute di un atleta che si trova a gareggiare, probabilmente, la gara più importante della sua carriera dopo essere uscito da un recente infortunio per esempio, risparmiandosi nella prima fase per testarsi e cercare in seguito di dare tutto nella manche di repechage, in un’ottica di maggiore inclusione nei confronti di tutti. Un’altra chiave di lettura potrebbe essere quella di sfruttare la mano di repechage per giocare d’astuzia e studiare una strategia ad hoc per battere gli avversari. Qualsiasi siano le intenzioni una cosa è certa: una seconda chance non si nega a nessuno, e queste Olimpiadi l’hanno dimostrato, almeno per quanto riguarda alcune specialità dell’atletica leggera.

(Via NYT)

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