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Alle Olimpiadi si fa molto sesso, o così pare. Ecco perché gli organizzatori vogliono limitarlo con letti anti-sesso di cartone.
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Si tratta di letti ecologici ma cedevoli, anche se gli atleti trovano comunque altri modi creativi per soddisfare i loro desideri sessuali.
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Ecco perché gli organizzatori distribuiscono pure 300.000 preservativi, ammettendo implicitamente che alle Olimpiadi non si farà solo attività sportiva.
“Non ho mai fatto così tanto sesso come quando ero alle Olimpiadi”. A parlare non è uno qualsiasi ma è il giocatore di tennis da tavolo britannico Matthew Syed e si riferisce a quelle del 1992 a Barcellona. Altri tempi, si dirà, le cose di certo sono diverse oggi: c’è più consapevolezza dell’influenza di un’attività fisica “extra” e di quanto possa sottrarre energie alle prestazioni che coinvolgono gli atleti. A parte che la nocività del sesso praticato è stata confutata, l’idea che l’attività sessuale possa influire negativamente sulle prestazioni atletiche è ancora così diffusa che è dato per scontato che ci sia bisogno di rendere la vita (sessuale) degli atleti e delle atlete impossibile.
Parigi non pare volersi sottrarre al trend e siccome questi poveretti devi farli dormire da qualche parte, ha deciso di dare loro il minimo indispensabile: qualcosa che li sostenga ma che non sopporti l’applicazione di forze superiori a quelle esercitate da un corpo umano che cerca riposo notturno.
I “letti anti-sesso”, come sono ormai stati chiamati, si chiamano Airweave e sono prodotti dall’omonima azienda giapponese che già li aveva forniti alle scorse Olimpiadi di Tokyo. Sono fatti di carton e quindi staticamente fanno il loro lavoro ma non di più. L’organizzazione non si sognerebbe mai di definirli così e infatti ne giustifica l’utilizzo dicendo (anche comprensibilmente, c’è da dire) che sono la risposta ecologica a una necessità straordinaria di posti letto. Quando devi dare un giaciglio a così tante persone poi hai anche il problema di cosa fartene dopo, e l’idea che possano essere al 100% riciclabili è irresistibile.
Fosse quello il problema
Forse bisognerebbe considerare la questione da un altro punto di vista e magari limitarsi a trattarlo come un problema ambientale e basta. In questo caso l’intento degli organizzatori è sacrosanto, anche perché questi letti saranno pure cedevoli, ma solo nel caso gli atleti decidano di usarli per farci altro, oltre che per dormirci. Un atleta che ha vinto ben due medaglie d’oro e che resta anonimo ha infatti confessato che il sesso alle Olimpiadi non è necessariamente praticato a letto, anzi: “Ho visto persone fare sesso all’aperto. Sull’erba, tra gli edifici, la gente non si fa mica problemi a farlo dove capita”.
In questo clima energeticamente effervescente (in ogni senso) gli organizzatori hanno anche messo in pratica un piano B, decisamente più pratico: distribuire agli atleti 300.000 preservativi. Ora, considerando che gli atleti presenti saranno 10.500, fanno più di 28 preservativi a testa. Pensando che non siano tutti destinati a loro, è lecito concludere che sia dato per scontato che in queste occasioni di aggregazione collettiva succeda qualcosa. Meglio essere pratici, insomma.



