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Il gemello digitale del tuo corpo ti aiuterà a vivere sempre meglio

  • 5 minute read

 


  • I gemelli digitali umani sono copie dinamiche e simultanee di un individuo e servono a monitorare costantemente il suo stato di salute utilizzando dati biometrici per fornire suggerimenti personalizzati sull’alimentazione e lo stile di vita.
  • Twin Health è una compagnia che utilizza i gemelli digitali per monitorare il diabete di tipo 2 e migliorare la salute. Promette cure personalizzate e predizioni accurate sulle conseguenze delle decisioni presenti sulla salute futura.
  • Test clinici hanno mostrato una significativa riduzione dei livelli di glucosio nel sangue.

  • Immagina che ci sia una tua copia perfetta che si prende l’onore di fare tutte le cose che non sopporti fare: la fila alle poste, quella cena a cui non cui andare. Ti piace l’idea?
  • Non siamo ancora a quel punto ma il tuo gemello digitale potrebbe esserti molto più utile: a differenza del tuo clone, potrebbe salvarti la vita.
  • Cos’è un gemello digitale
  • Il concetto non è nuovissimo e se hai visto il bellissimo Apollo 13 di qualche anno fa puoi avere un’idea di cosa stiamo parlando. Ricordi che, quando la missione è in crisi e sta finendo l’energia, a terra devono trovare un modo per fargliene consumare il meno possibile in modo da riportarli a casa? Per riuscirci studiano ogni possibile procedura che ne minimizzi il consumo usando una copia esatta dell’Apollo e simulano ogni possibile combinazione di comandi e istruzioni. Quello non era esattamente un gemello digitale (era infatti reale, cioè una copia precisa dell’originale) ma concettualmente non era molto diverso. Un gemello digitale è infatti una copia di qualcosa ma con caratteristiche particolari: è una copia dinamica e simultanea, che in ogni momento è uguale all’originale, ma nel mondo dei bit.
  • A cosa serve e come funziona
  • L’idea di applicare il concetto al corpo umano è venuta a Jahangir Mohammed, fondatore di Twin Health, dopo aver lavorato nel team che si occupava di gemelli digitali di Tesla. In quel contesto venivano impiegate copie digitali per perfezionare la guida autonoma e per aumentare la sicurezza dei loro prodotti mentre nel caso di Twin Health l’idea è di usarli per monitorare lo stato di salute di chi si dota di un gemello digitale, soprattutto qualora sia già affetto da patologie, in particolare il diabete di tipo 2.
  • Un fondamento dei gemelli digitali è, come si diceva, la loro natura dinamica: se fossero semplici copie digitali sarebbero statici e ci rappresenterebbero solo nel momento in cui sono stati rilevati i dati biometrici che ci descrivono. Per essere dei veri e propri gemelli devono essere invece dinamici, cioè devono rappresentare l’originale in ogni momento. Come riuscirci? Valutando ogni variazione possibile nei parametri vitali attraverso dei sensori.
  • Se ci pensi già lo facciamo: lo sport watch che molti di noi hanno rileva in continuazione il battito cardiaco e l’ossigenazione del sangue, per dire solo due dei parametri più comuni.
  • Se questo flusso di dati fosse continuo – ha pensato Jahangir Mohammed – si potrebbe ottenere una copia digitale di un corpo umano identica all’originale, in ogni istante.
  • La raccolta di dati permette di istruire questo modello, di valutare lo stato di salute e, attraverso una rielaborazione, anche di proporre attraverso l’app dei suggerimenti, in particolare sull’alimentazione e lo stile di vita. Lo scopo più nobile è quello di guarire il diabete di Tipo 2 (più di 4 persone su 100 soffrono di diabete nel mondo, cioè 537 milioni su 8 miliardi di persone) senza ricorrere all’insulina ma solo controllando l’assunzione di zuccheri (per i casi in cui sia possibile, naturalmente) e con il movimento. E quello che oggi viene fatto per il diabete di tipo 2 potrebbe essere fatto in futuro con tante altre patologie.
  • Una finestra sul futuro
  • E non parliamo solo del futuro di Twin Health, ma soprattutto di chi ne usa i servizi: la dinamicità dei gemelli digitali e la quantità e complessità dei dati su cui sono costruiti permette anche di valutare predittivamente cosa succede se si apportano, per esempio, modifiche alla dieta che si segue. È un po’ come guardare il proprio futuro clinico e capire quanto le modifiche nelle abitudini possano avere o meno un influsso positivo sul nostro corpo, a lungo termine. E non parliamo di indicazioni generiche ma a prefigurazioni molto reali dei danni che certi stili di vita provocano.
  • In altre parole, usando il gemello digitale per viaggiare nel tempo, si può mandarlo nel proprio futuro e capire come diventeremo se non assumiamo una dieta particolare o se non facciamo mai movimento.
  • Perché partire proprio dal diabete?
  • Come abbiamo visto, Twin Health ha cominciato la propria missione concentrandosi soprattutto sul diabete. Ci si potrebbe chiedere perché, e le risposte sono molteplici: perché è una delle patologie più diffuse al mondo e perché è responsabile a cascata di molte altre complicazioni, come l’insufficienza renale, gli arresti cardiocircolatori e gli ictus.
  • Allo stato attuale le cure sono generiche e si basano soprattutto sull’insulina e la loro efficacia è affidata alle analisi periodiche e non può essere personalizzata. Il gemello digitale promette invece di agire a livello molto più profondo, utilizzando dati costantemente aggiornati e potendo restituirne a sua volta, generando così un’immagine costantemente aggiornata dello stato di salute di un individuo. E non solo: gli stessi dati possono anche essere usati per prefigurare il futuro, valutando diversi scenari, per esempio determinati da particolari diete o farmaci.
  • I test clinici fin qui effettuati – anche se basati su un unico ciclo della durata di un anno – fanno ben sperare. La loro tecnologia è stata infatti testata in un trial clinico randomizzato effettuato su 232 persone con diabete e assegnando loro un gemello digitale. In media, il livello di glucosio nel sangue dei pazienti è sceso dal 9 percento al 6 percento, valori migliori di quelli di chi si era sottoposto a cure tradizionali. I livelli al di sotto del 5,7 percento sono considerati normali, mentre quelli tra il 5,7 e il 6,4 percento indicano uno stato di prediabete e al di sopra del 6,5 percento indicano il diabete. Diminuire i livelli di glucosio dal 9 al 6% significa insomma riportare chi ne soffre entro parametri quasi normali o comunque non gravi.
  • Inoltre dopo un anno di trattamento, quasi il 73 percento dei pazienti che utilizzavano la tecnologia di Twin Health era in remissione per il diabete di tipo 2.
  • Un promettente futuro
  • Lo sviluppo dei gemelli digitali fa molto sperare. A differenza delle usuali cure mediche e delle diete generiche, un gemello digitale riesce a motivare molto di più le persone perché può predire con precisione le conseguenze di una decisione presa nel presente sul futuro, immediato o remoto.
  • Come descritto da Twin Health, “Il Body Digital Twin™ è una rappresentazione digitale del tuo metabolismo unico e fornisce indicazioni precise e personalizzate su alimenti, sonno, attività e respirazione attraverso un’applicazione facile da usare. Il programma di Twin Health combina il Body Digital Twin™ con un team di assistenza dedicato che monitora i tuoi dati dei sensori, offre raccomandazioni personalizzate e ti supporta nel tuo percorso di salute.”
  • Attraverso l’app chi lo usa ha feedback immediati, potendo visualizzare subito come una passeggiata o l’assunzione di un particolare alimento influiscono sui livelli di glucosio nel proprio corpo.
  • Si tratta insomma di un’applicazione particolare di una tecnologia che esiste da molto tempo soprattutto nel campo industriale (e ora anche nelle città) ma che si è dimostrata utilissima anche se impiegata nell’ambito del corpo umano. Non solo per capire come siamo e stiamo, ma come potremo stare assumendo certe buone abitudini. Fino a stare sempre meglio, grazie alla tecnologia e al nostro nuovo amico: il nostro gemello digitale.
  • (via Freethink)

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