-
Il movimento Run-walk-run, nato negli anni ’80 con Jeff Galloway, promuove l’alternanza corsa e camminata.
-
Run-walk-run prevene infortuni, accelera il recupero e migliora la resistenza, sfidando l’orgoglio mentale del runner.
-
L’app Galloway offre guida per adottare questo approccio; sperimentare con un piano di corse e camminate è consigliato.
La comunità di runner-camminatori è molto più diffusa di quanto possa immaginare. Ma partiamo dalle origini. Tutto ha avuto più o meno inizio nel 1980 in occasione della maratona di Houston. L’atleta olimpionico Jeff Galloway si classificò al terzo posto con l’ottimo tempo di 2 ore 16 minuti e 36 secondi. In realtà l’aspetto davvero impressionante relativamente a un risultato di quella portata fu vedere l’atleta che nel bel mezzo della gara fece frequenti e sistematiche pause… per camminare! Galloway ogni circa 3km ha camminato per una ventina di secondi.
Per tanti runner l’idea di camminare durante una corsa è inconcepibile, figuriamoci nel bel mezzo di una gara. Per alcuni potrebbe rappresentare addirittura una sorta di sconfitta e un’ammissione di debolezza. E se invece fosse una strategia?
Il metodo Run-walk-run
Qualche anno prima Galloway aveva iniziato a introdurre nei suoi allenamenti dei tratti di camminata nel tentativo di sviluppare un programma che lo tenesse lontano dagli infortuni. Da allora ha costruito un intero movimento, il Run-walk-run, diventato addirittura un vero e proprio marchio che ruota attorno all’idea di intervallare la corsa a periodi di camminata. Westin, il figlio di Galloway, ha seguito le orme paterne arrivando a rompere il muro delle tre ore in maratona usando il metodo Run-walk-run.
Per calcolare tempi e ritmi di allenamento i Galloways hanno sviluppato un’app in grado di dare tutti i riferimenti di cui abbiamo bisogno per poter iniziare a sperimentare i benefici di questo approccio e diventare dei run-walkers.
Una forma di prevenzione
Prevenire è meglio che curare potrebbe essere il motto dei run-walkers. Infatti uno dei più grandi vantaggi di questa tecnica è la prevenzione degli infortuni o il più rapido recupero da un infortunio. Come da testimonianza di Adrian Todd, trail runner e hiking coach, il Run-walk-run l’ha aiutato a rimettersi in carreggiata in seguito a una frattura da stress del piede. Aver inserito degli intervalli di camminata nelle sue corse lo ha aiutato nel recupero attivo dopo un lungo periodo di stop.
Includere intervalli di camminata può anche migliorare notevolmente la resistenza. Camminare offre ai muscoli una breve finestra in cui potersi riprendere prima di ricominciare a correre, riducendo anche il senso di fatica.
Questione di “orgoglio”
La ragione per cui molti runner non vogliono camminare in allenamento o in gara è l’orgoglio. L’idea di fermarsi a camminare è dolorosa anche solo al pensiero. Anche il run-walker ci è passato e ha dovuto affrontare questo ostacolo mentale prima di iniziare il suo viaggio. Il fatto è che la maggior parte dei runner ha quasi una strana forma di paura a camminare, seppur si tratti di uno strumento potentissimo se sfruttato a dovere.
Ci vuole una certa forza mentale a rallentare, lasciarsi superare dagli altri. Sotto un certo punto di vista è quasi un atto di coraggio. Un modo per riuscirci è disinteressarsi completamente di quel che potrebbe pensare la gente.
Tentar non nuoce
Il miglior modo per iniziare a sperimentare il metodo Run-walk-run è mettersi in gioco e provarlo, ovviamente divertendoti! Puoi iniziare con questo schema suggerito da Christian Knighton, running coach che ha abbracciato il metodo di Galloway:
- Corri 1.5km e cammina un minuto;
- Corri 3km e cammina tre minuti;
- Corri 8km e cammina cinque minuti.
Secondo Knighton applicando il metodo su queste distanze è possibile ottenere i migliori risultati e progressi.



