Riso bianco o integrale: quale scegliere, quando e perché

Entrambi possono rientrare in una dieta sana ed equilibrata, con qualche differenza da tenere in considerazione per scegliere quale preferire e perché


  • Il riso integrale è ricco di fibre, vitamine e minerali; contribuisce alla salute del cuore e alla regolazione della glicemia
  • Il riso bianco è più digeribile e rapido da cucinare, ma ha un indice glicemico più alto e meno nutrienti.
  • Entrambi possono essere consumati in una dieta equilibrata, sulla base delle esigenze nutrizionali personali.

 

Il riso è un alimento essenziale per gran parte della popolazione mondiale, consumato quotidianamente in Asia e diffuso anche in altri continenti. Pensa, ad esempio, alla crescente popolarità dei ristoranti sushi e delle pokérie, dove il riso è la base di piatti completi e bilanciati grazie all’aggiunta di verdure, proteine e salse. Il suo sapore neutro e delicato lo rende versatile sia per piatti salati che dolci, come il budino o il porridge, ideale a colazione o come snack energetico.

Esistono numerose varietà di riso, diverse per colore e tipo di chicco: tondo, lungo, bianco, rosso, Venere. Le tipologie più conosciute e utilizzate, soprattutto dagli sportivi, sono il riso bianco e il riso integrale. Mettiamoli a confronto.

Sul piano nutrizionale

Entrambi provengono dalla stessa pianta, l’Oryza sativa. Ciò che li differenzia è il processo di lavorazione. Il riso integrale contiene più fibre per la presenza della crusca, il rivestimento esterno, e del germe, il cuore del chicco che contiene tutti i nutrienti più importanti. Dopo essere stato raccolto il riso integrale viene solo parzialmente lavorato per essere reso digeribile dal nostro apparato digerente, senza essere privato della crusca e del germe, entrambe ricche di fibre, vitamine e antiossidanti. Il riso bianco subisce un processo di lavorazione che lo priva di queste parti, lasciando intatto solo il “cuore” del chicco costituito per il 90% da amido. Il fatto che il riso bianco sia privo di crusca e germe lo può far risultare più morbido una volta cotto.

I pro e i contro

Riso integrale

  • Pro: è ricco di fibre, vitamine e minerali, contribuisce a stabilizzare la glicemia e offre un maggiore senso di sazietà. È un’ottima scelta per chi desidera ridurre il rischio di malattie croniche, come il diabete di tipo 2, e migliorare la salute cardiovascolare.
  • Contro: Alcune varietà possono contenere arsenico inorganico, riducibile attraverso metodi di cottura adeguati. Inoltre, l’alto contenuto di fibre potrebbe non essere ben tollerato da chi ha un intestino sensibile.

Riso bianco

  • Pro: è più digeribile e veloce da cuocere, è una scelta pratica quando si ha poco tempo. 
  • Contro: ha un indice glicemico più alto e contiene meno antiossidanti. È consigliabile abbinarlo a cibi ricchi di nutrienti, come frutta secca e semi, per bilanciare il pasto.

Qual è meglio?

Non esiste una risposta definitiva: sia il riso bianco che quello integrale possono far parte di una dieta equilibrata. La scelta dipende dalle esigenze nutrizionali individuali e da come si abbina il riso agli altri alimenti.

(Via EatThis)

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