- Le scarpe con piastra in carbonio migliorano l’economia di corsa, ma sono più utili a chi già corre veloce.
- Possono ridurre la fatica e migliorare il recupero, ma costano tanto e potrebbero aumentare il rischio di infortuni.
- Non sono insomma adatte a tutti: i runner più lenti potrebbero non trarne alcun beneficio, anzi.
Difficile resistere alle novità tecnologiche. O meglio: difficile resistere alle novità, punto. Le scarpe con piastra in fibra di carbonio non sono più una rivoluzione, eppure continuano a far parlare di sé. Sarà capitato anche a te di chiederti se potrebbero aiutarti ad andare più veloce, o se valgono il prezzo che costano o anche se presentano controindicazioni.
Cerchiamo di rispondere a tutte, partendo dall’inizio.
Una tecnologia che promette (e mantiene)
Le scarpe da running con piastra in carbonio sono arrivate nel mondo della corsa come una Formula 1, portando con sé promesse di prestazioni da record e una sensazione di velocità mai provata prima. Il primato va riconosciuto alle Nike Vaporfly Next% che già dal 2016 hanno messo le ali ai piedi di molti runner. Da allora l’offerta delle aziende si è moltiplicata, tanto che oggi è difficile trovare chi NON ha a catalogo uno o più modelli con piastra di carbonio. Ogni brand ha proposte diverse, esattamente come i modelli variano, anche all’interno dell’offerta di una singola azienda. Questo per ricordare che è sempre e comunque vero il detto che ogni piede ha la sua scarpa, e che, prima di acquistarle, è opportuno provarle.

Ma, tornando alla tecnologia, la domanda è: sono davvero per tutti?
Diciamolo subito: così come non hai bisogno di una supercar per andare a fare la spesa, le scarpe con piastra in carbonio non sono necessariamente la scelta giusta per ogni runner o ogni tipo di corsa.
Perché ti fanno correre più forte
Per capire come funzionano, immaginiamo di aprirne il “cofano”. Il cuore della tecnologia è una piastra in fibra di carbonio integrata nell’intersuola. La sua posizione è pura magia nera (scherziamo!), cioè il comportamento della scarpa varia a seconda dell’altezza a cui è posta, del tipo di piastra (a tutta lunghezza, forata, a piastra singola o doppia ecc.).
Ogni azienda ha la sua ricetta segreta: ci sono piastre a forchetta, piastre con più strati, modelli che cercano di adattarsi meglio a diversi tipi di runner. Insomma, non tutte le scarpe con piastra sono uguali.
Per completezza d’informazione va anche detto che alcune scarpe sono “illegali”: ciò non significa che puoi comprarle solo in vicoli bui da persone poco raccomandabili ma solo che non puoi usarle in gare ufficiali. È il caso di quelle a doppia piastra, come le adidas Adizero Prime X2 Strung (per la doppia piastra) o di quelle con stack superiore a 40 mm, come stabilito dalle regole di World Athletics.
A cosa serve questa piastra? Rigida ma leggera, agisce come una molla: accumula l’energia della falcata quando il piede tocca terra e la rilascia in fase di spinta, dando la sensazione di a vere un piccolo (ma efficace) trampolino sotto ai piedi.
Questa piastra non serve solo alla propulsione: in molti casi, stabilizza anche l’intersuola, che negli anni è diventata sempre più alta e composta da mescole ultramorbide e molto reattive che, senza il supporto della piastra, risulterebbero instabili.
I vantaggi
I vantaggi promessi sono tanti, proprio come avere un turbo che ti dà una spinta extra.
Il più importante? Migliorano l’economia di corsa, cioè ti permettono di correre più velocemente a parità di sforzo. molti studi confermano miglioramenti di qualche punto percentuale, che potrebbe sembrare poco ma, distribuiti su na gara di molti chilometri, fa una bella differenza.
C’è anche un altro aspetto interessante: questa tecnologia sembra ridurre il consumo di ossigeno e migliorare il recupero post-gara, perché i muscoli si affaticano meno.
In pratica, è come se il tuo corpo diventasse un motore più efficiente, capace di fare più strada con meno carburante. Il risultato è che puoi fare più strada facendo la fatica che faresti facendone meno o la stessa, ma con meno fatica. Facile capire come ciò si ripercuota nei tempi di recupero: meno energia spendi e meno affatichi i muscoli, più velocemente recuperi la forma fisica, e più si avvicina il prossimo allenamento.

Gli svantaggi
Però, come con una supercar non ci vai a fare la spesa perché non ha bagagliaio, anche queste scarpe non sono perfette. E non perché non offrano spazio per i sacchetti della spesa!
Il primo problema? Il costo. Anche se ormai ci sono modelli a prezzi più abbordabili, resta un investimento su cui riflettere, specie in relazione ai benefici che ne puoi trarre, che, come vedremo fra poco, dipendono molto dal tuo passo e dalla forma fisica. Nel senso che in molti casi potresti non averne alcuno o nei peggiori potrebbero anzi rivelarsi una scelta problematica.
Poi c’è la questione della rigidità della piastra, che potrebbe non essere adatta a tutti. Se hai una tecnica di corsa non ottimale o problemi articolari, potresti risentire della loro minore flessibilità. L’energia che la piastra restituisce infatti si ripercuote su tendine d’Achille e metatarsi, con un possibile aumento del rischio di infortuni.
Infine, un aspetto meno considerato: l’uso continuo potrebbe alterare la biomeccanica della corsa e ridurre la propriocezione, cioè la capacità di sentire il terreno sotto i piedi, anche a causa dell’aumento dell’altezza del baricentro che si sposta a causa del maggiore stack. Un problema, soprattutto se corri su superfici irregolari.
Per chi sono davvero?
Ok, arriviamo al punto: alla fine, chi può davvero trarne vantaggio? La maggior parte degli esperti concorda: i runner più esperti e veloci.
Ecco un’idea di chi può beneficiarne e chi no:
| Tipo runner | Ritmo tipico | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|
| Elite/Competitivo | Sotto i 4:00 min/km | Miglioramento tempi di gara | Rischio di sovraccarico se non gestite bene |
| Amatori esperti | 4:00 – 5:00 min/km | Sensibile miglioramento nelle lunghe distanze | Maggiore stress su parte inferiore della gamba |
| Amatori veloci | 5:00 – 6:00 min/km | Miglior efficienza per gare lunghe | Benefici meno evidenti, aumentato rischio infortuni |
| Amatori lenti | Sopra i 6:00 min/km | Benefici minimi o nulli | Rigidità può ostacolare il movimento, rischio di infortuni |
E se non sei poi così veloce?
Se corri a ritmi più lenti, le scarpe con piastra potrebbero non solo non aiutarti, ma addirittura penalizzarti.
La piastra rigida, che a ritmi alti aiuta la propulsione, può diventare un ostacolo quando la velocità diminuisce. Questo discorso vale soprattutto per chi atterra di tallone: senza una spinta adeguata, la piastra non “lavora” e la corsa diventa innaturale.
Inoltre, come dicevamo prima, l’intersuola alta e morbida di molti modelli può risultare instabile se non hai la forza e il controllo muscolare per gestirla.
Non per tutti, ma per i veloci: sì
Le scarpe con piastra in carbonio sono una delle innovazioni più interessanti del running moderno, ma non sono una soluzione magica. Il corpo, la forza e la tecnica ce le devi sempre mettere tu. La scelta delle scarpe infatti dipende sempre dalle tue esigenze, dalla tua velocità e dalla tua tecnica di corsa.
Proprio come sceglieresti l’auto più adatta alle tue necessità, valuta attentamente se le “super scarpe” fanno al caso tuo. C’è però una soluzione intermedia: se vuoi usarle, il consiglio migliore è non farlo sempre, ma alternandole con scarpe più tradizionali.
Così potrai sfruttarne i vantaggi, senza incappare negli svantaggi ;)





