- Jeannie Rice, 75 anni, batte record di maratona e convenzioni sull’età.
- Uno studio ha cercato di capire come sia possibile, e l’ha scoperto.
- La costanza e la testa contano più della carta d’identità.
Ti sei mai chiesto per quanto potrai continuare a correre? Cioè, senza drammi, proprio in senso tecnico: fino a che età potrai infilare le scarpe, attivare il Garmin e fare il tuo giretto senza arrancare in modo poco dignitoso? È una domanda legittima. Perché lo sai e lo sa pure il tuo quadricipite: col tempo si peggiora. È biologico. È inevitabile.
E poi arriva lei. Jeannie Rice. E ti cambia la prospettiva.
Una donna da record
Jeannie sta per compiere (ad aprile) 77 anni, corre maratone più forte del tuo amico venticinquenne e ogni tanto decide che è ora di riscrivere un record del mondo. Così, per passare il tempo. Ultima impresa? Londra 2024, chiusa in 3:33:27. Sì, lo so cosa stai pensando: “Sarà il tempo di una mezza maratona, dai”. No. È la sua maratona completa. A 4:57/km di media. Siccome non le bastava ha pure battuto il suo stesso precedente record (che già deteneva) di oltre un minuto.
La cosa pazzesca è che è la terza volta in meno di tre anni che abbassa quel tempo. Chicago 2023, 3:34. Berlino 2022, altro record.
Un enigma?
Davanti a questo enigma in scarpe da running, alcuni scienziati della Liverpool John Moores University si sono detti che dovevano capirci qualcosa di più. E, visto che era a Londra per la maratona, l’hanno invitata nel loro laboratorio sei giorni dopo la gara.
E lì è venuta fuori la verità (pubblicata poi in uno studio): Jeannie ha un VO2 max di 47,8 ml/kg/min. Se non ti dice nulla, sappi che è il valore tipico di un atleta maschio di 30 anni ben allenato. A 75 anni. E non è finita: Jeannie Rice ha anche una frequenza cardiaca massima di 180 battiti al minuto. Il suo cuore è evidentemente iscritto a una palestra segreta.
Cos’è il VO2 max?
È, semplificando molto, il massimo volume di ossigeno che il tuo corpo riesce a utilizzare mentre corri. È come la cilindrata di un motore. Più è alto, più spingi. E, ahimè, più invecchi, più cala. A meno che tu non sia Jeannie Rice. In quel caso, il VO2 max resta lì. Costante. Come la batteria dell’Nokia 3310.
La cosa affascinante è che il suo valore attuale è praticamente identico a quello che aveva 40 anni fa. Non è quindi solo genetica, ma un lavoro di costanza e prevenzione durato decenni.
L’arte di fregarsene del tempo
Jeannie non ha mai avuto infortuni gravi. Non perché sia bionica, ma perché si è sempre allenata con intelligenza. Corre da quando aveva 35 anni. Prima? Zero sport. Ha iniziato perché voleva perdere peso. Adesso, a 75, ha il problema opposto: deve battere se stessa.
Corre sei giorni su sette, fa lunghi la domenica, riposa il lunedì. Mangia bene, dorme tanto, e a detta sua, non ha nemmeno bisogno di musica mentre corre. Dice che pensa. A cosa? Non lo sappiamo, ma probabilmente a come arrivare alla finish line con cinque minuti di anticipo rispetto all’anno prima.
Cosa puoi imparare da lei
Se non puoi essere Jeannie Rice, puoi di certo imparare qualcosa dal suo modo di allenarsi.
- La costanza vince sul talento: puoi avere anche un motore Ferrari, ma se lo lasci in garage dieci anni… addio.
- L’età non è una condanna: è solo un parametro. La carta d’identità non corre. Le gambe sì.
- Il VO2 max si può allenare: con esercizi specifici, ripetute, corsa continua, dieta e tanto amore per la fatica.
- La testa vale metà gara: Jeannie ha una mente d’acciaio. Non per vincere sugli altri, ma per continuare a vincere su se stessa.
E quindi?
Non ti sto dicendo che a 75 anni correrai la tua miglior maratona. Niente è certo, specie di questi tempi. Però è possibile. Che non esistono età giuste, solo approcci giusti. E che finché ti diverti, finché senti che stai costruendo qualcosa, hai già vinto. Magari non il record mondiale ma la tua personalissima, bellissima gara contro il tempo.
E se un giorno, durante una corsa, sentirai una signora che ti supera senza auricolari, con passo regolare e sguardo sereno, non ti preoccupare. È solo Jeannie. Sta andando a prendersi un altro record.