Il “Fartlek a Orologio” è un allenamento di velocità basato su intervalli di tempo anziché di distanza, un metodo flessibile e divertente per migliorare la performance allenando la capacità di gestire lo sforzo e ascoltare le proprie sensazioni.
- Fartlek è una parola svedese che significa “gioco di velocità”. È un allenamento meno rigido delle ripetute in pista.
- Nella versione “a orologio”, si alternano periodi di corsa veloce a periodi di recupero basandosi solo su un cronometro (es. 2 minuti forte / 2 minuti piano).
- È l’allenamento perfetto per imparare a correre “a sensazione”, sviluppando una profonda consapevolezza del proprio corpo e dello sforzo (RPE).
- Si può eseguire ovunque, senza bisogno di una pista o di un percorso misurato.
- Proponiamo due esempi classici: una “piramide di tempo” e un intervallato a blocchi costanti.
Stanco di guardare l’orologio a ogni metro? Allena la velocità con il tempo
C’è una particolare ansia che affligge molti runner. È l’ansia da GPS. Quella di vedere il passo sul nostro orologio che dice che siamo fuori di due secondi rispetto all’obiettivo. Quella di non riuscire a replicare la performance perfetta della settimana scorsa.
Ma c’è un modo per allenare la velocità in modo scientifico ed efficace, liberandoci da questa pressione. Per tornare a un approccio più istintivo, più giocoso, e ugualmente allenante.
Quel modo si chiama Fartlek. In particolare, nella sua versione più semplice e versatile: il Fartlek a Orologio. E ci permette di mettere da parte la schermata del passo al chilometro e di riscoprire il piacere di correre forte, ascoltando solo due cose: il bip di un cronometro e le sensazioni del nostro corpo.
Cos’è il Fartlek a Orologio e perché ti rende un runner più consapevole
Fartlek è una parola svedese che significa, letteralmente, “gioco di velocità”. E in quel “gioco” c’è tutta la sua essenza. A differenza delle ripetute rigide, dove devi correre una distanza precisa in un tempo esatto, il Fartlek è improvvisazione strutturata.
Nella sua versione “a orologio”, la struttura è data da intervalli di tempo. Invece di correre 6x1000m, correrai 6×4 minuti veloci. Il grande vantaggio? Puoi farlo ovunque. In un parco, su una ciclopedonale, su un sentiero sterrato. Non ti serve una distanza misurata, ti serve solo un cronometro.
Ma il beneficio più grande non è logistico, è mentale. Correndo senza il riferimento costante del passo, sei costretto a fare affidamento sull’unica cosa che conta davvero: la tua percezione dello sforzo (RPE). Impari a capire cosa significa “correre forte”, “correre medio” o “correre piano” basandoti sulle tue sensazioni interne (respiro, battito, fatica muscolare), non su un numero sul display. Stai allenando la competenza più importante per un runner: la capacità di essere il coach di se stesso.
2 Esempi di allenamento (ti serve solo un cronometro)
Ricorda sempre di iniziare ogni sessione con 15-20 minuti di riscaldamento (corsa facile) e di concludere con 10-15 minuti di defaticamento.
La piramide di tempo: 1-2-3-2-1 minuti veloci
Questa è una versione divertente e progressivamente più impegnativa del classico allenamento piramidale. La struttura completa è:
- 1 min forte / 1 min piano (recupero attivo)
- 2 min forti / 2 min piano
- 3 min forti / 3 min piano
- 2 min forti / 2 min piano
- 1 min forte
(Tempo totale del corpo centrale: 21 minuti)
L’intervallato classico: 6 x 2 minuti veloci con 2 minuti di recupero
Un workout fondamentale per migliorare la resistenza alla velocità, perfetto per preparare i 5k e i 10k.
- Workout:
- 6 ripetizioni da 2 minuti forti, alternate a 2 minuti di recupero attivo (corsa molto lenta o camminata veloce).
(Tempo totale del corpo centrale: 24 minuti)
- 6 ripetizioni da 2 minuti forti, alternate a 2 minuti di recupero attivo (corsa molto lenta o camminata veloce).
Come gestire lo sforzo quando non hai il GPS: impara ad ascoltarti
Ma cosa significa “forte” e “piano” senza il riferimento del passo? Qui entra in gioco la tua abilità di auto-valutazione, che puoi allenare con la scala RPE da 1 a 10.
- Il ritmo “Forte”: Dovrebbe corrispondere a un RPE di 7-8. È uno sforzo decisamente impegnativo. La respirazione è profonda e non riesci a pronunciare più di una o due parole di fila. È il ritmo che terresti in una gara di 5k o in una sessione di ripetute.
- Il ritmo “Piano” (Recupero Attivo): Questo è cruciale. Non devi fermarti, ma continuare a muoverti a un’intensità bassissima, un RPE di 2-3. Deve essere una corsetta così lenta da sembrarti quasi una camminata. L’obiettivo è far scendere il battito cardiaco e smaltire la fatica per essere pronto a dare il massimo nell’intervallo successivo.
Il Fartlek a Orologio è un invito a tornare all’essenza della corsa. È un modo per riscoprire il dialogo con il proprio corpo, per giocare con la velocità e per liberarsi, almeno per un giorno a settimana, dalla dittatura dei numeri. Provalo. Potresti scoprire che correre forte, quando smetti di guardare l’orologio, è molto più divertente di quanto ricordassi.


