Il gusto di volersi bene

Come cambia nel tempo il rapporto col nostro corpo, perché e come farlo diventare una risorsa


  • La cura del corpo porta a risultati visibili e benessere interiore.
  • La gratificazione che ne trai autoalimenta le abitudini virtuose.
  • La corsa è parte di questo cambiamento positivo, guidata da un “egoismo” evoluto.

 

Ti ricordi quando davi il tuo corpo per scontato? Forse era tanti anni fa, quando – come si dice – avevi tutta la vita davanti e ti sembrava un’autostrada senza fine. Poi, un giorno, senti una crepa. Era un po’ come avere una macchina sportiva sempre al massimo, data per scontata, e poi accorgerti che ha bisogno di un tagliando, di qualche attenzione in più. Magari dopo una corsa un po’ più lunga del solito o dopo una notte insonne che si fa sentire il doppio, qualcosa cambia. Realizzi che quel compagno di avventure ha bisogno di attenzioni. Inizia così una nuova consapevolezza, un desiderio di volerti bene.

L’egoismo cambia forma

Forse, da giovani, il nostro “egoismo” era tutto proiettato sul presente, sul piacere immediato. Volevamo tutto e subito, e il corpo era solo uno strumento per raggiungere i nostri desideri, un fido alleato sempre pronto all’azione. Con l’età, questa prospettiva muta. Inizi a guardare un po’ più in là, a immaginare la persona che sarai tra dieci, venti, trent’anni. E capisci che per stare bene allora, devi iniziare a prenderti cura di te adesso. Non è più l’egoismo del “voglio divertirmi ora”, ma un egoismo più lungimirante, del tipo “voglio stare bene anche domani”.

È la natura

Non è solo una vaga sensazione. La scienza ci dice che con l’avanzare dell’età, il nostro corpo subisce dei cambiamenti fisiologici. La massa muscolare tende a diminuire, il metabolismo rallenta, le articolazioni possono diventare meno elastiche. L’attività fisica regolare, come la corsa, contrasta questi processi, mantenendo il corpo efficiente e in salute. E non solo: l’esercizio fisico migliora la densità ossea, la funzionalità cardiovascolare e persino l’umore, rilasciando quelle endorfine che ti fanno sentire un po’ come un eroe alla fine di una lunga battaglia vinta.

La constatazione

La cosa sorprendente è che questa cura di sé non rimane un’attività isolata. Inizia a dare i suoi frutti, spesso in modi inaspettati. Te ne accorgi quando la salita che prima ti sembrava un muro ora la affronti con più scioltezza. Lo noti quando ti guardi allo specchio e vedi un’energia diversa, un colorito più vivo. È la soddisfazione di sapere che quei piccoli sforzi quotidiani stanno davvero facendo la differenza, rallentando quella lancetta del tempo che a volte sembra correre troppo veloce. Capisci che, se non puoi riportare indietro e nemmeno fermare le lancette del tempo, puoi di certo rallentarle, o almeno non accelerarle. Come? Vediamo un po’.

Un circolo virtuoso

Prendersi cura di sé non è solo una questione di dovere, ma può – per fortuna – diventare anche un vero piacere. Inizia con una corsetta leggera, poi magari aggiungi una sana abitudine alimentare, oppure scegli di affrontare il traffico cittadino a piedi o in bici. Sono piccole scelte che, sommate, portano a un benessere diffuso. E la cosa più bella è che questa attenzione si autoalimenta. Vedere i progressi, sentirti meglio, ti spinge naturalmente a continuare su questa strada virtuosa. È un po’ come quando ascolti una canzone che ti mette di buon umore: la riascolteresti all’infinito!

La gratificazione

La vera molla che ti spinge a persistere in queste buone abitudini è la gratificazione che ne ricavi, una soddisfazione che senti dentro. Non è solo il numero sulla bilancia che scende o il fiatone che diminuisce. È quella sensazione di benessere interiore, quella piacevole armonia con il tuo corpo. Scegliere di leggere un buon libro invece di passare ore sui social, fare una passeggiata nel verde anziché prendere l’auto per pochi metri: sono tutte azioni che ti restituiscono molto più di quanto ti “costano” in termini di impegno. Ti fanno sentire vivo, attivo, in controllo del tuo benessere.

Coltiva le tue buone abitudini, semina benessere

Quindi, la prossima volta che allacci le scarpe da running, ricorda che non stai solo allenando il tuo corpo. Stai investendo in te stesso, stai coltivando un’abitudine che ti porterà benefici ben oltre la linea del traguardo. Stai innescando un circolo virtuoso che ti renderà sempre più consapevole e desideroso di prenderti cura di quella meravigliosa macchina che ti accompagna ogni giorno. E la soddisfazione che ne ricaverai sarà la tua più grande motivazione. Forza, la strada è lì che ti aspetta.

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