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Un pianoforte scordato e un artista furioso hanno creato l’album jazz più venduto della storia: scopri perché le tue condizioni imperfette sono in realtà la tua più grande opportunità per creare qualcosa di indimenticabile oggi stesso.
Era il 1975. Keith Jarrett arrivò all’Opera di Colonia stanco, dolorante e pronto a scappare: al posto del pianoforte gran coda che aveva richiesto, trovò un vecchio pianoforte da studio scordato, con i pedali rotti e i tasti neri che si incastravano. Un vero rottame. Voleva annullare tutto, andarsene a dormire, ma il pubblico lo aspettava. Fu costretto a sedersi e suonare.
Per far cantare quella scatola di legno difettosa, Jarrett dovette stravolgere completamente il suo stile: picchiare ferocemente sui tasti bassi per coprire la mancanza di volume ed evitare le note acute, che stonavano in modo imbarazzante. Il risultato? The Köln Concert, l’album di piano solista più venduto della storia del jazz.
La magia nacque grazie a quel pianoforte sbagliato, non nonostante esso.
Ecco il punto: smetti di aspettare che le condizioni siano perfette. Probabilmente questa settimana ti è stato consegnato un pianoforte rotto: piove a dirotto, sei stanco, il lavoro ti assilla, le gambe sono di piombo. Non annullare il concerto. Picchia più forte sui tasti che funzionano. Non cercare la perfezione tecnica, cerca l’adattamento viscerale. Spesso la performance della vita, quella corsa che ti rimette in pace con il mondo, arriva proprio quando sei costretto a improvvisare con strumenti imperfetti. Suona quello che hai, e suonalo forte.


