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In un mese fatto solo di obblighi assillanti, scopri come un’ora di corsa al gelo può diventare il tasto “mute” che ti salva la testa e ti restituisce il sorriso.
Dicembre è il mese del “devo”. Devo comprare i regali, devo chiudere i progetti di lavoro prima delle ferie, devo andare alla cena aziendale, devo vedere i parenti, devo sorridere, devo organizzare. Le nostre giornate diventano una lista infinita di obblighi che ci soffoca.
In mezzo a questo frastuono, la corsa cambia funzione. Non è più allenamento. È ora d’aria.
Quando chiudi la porta di casa alle sei di mattina (o di sera), entri in una zona franca. Lì fuori, nel freddo, ci sei solo tu. Non devi comprare nulla, non devi rispondere a nessuna mail, non devi essere simpatico. Devi solo mettere un piede davanti all’altro.
La corsa diventa l’unica ora della giornata in cui sei padrone del tuo tempo e dei tuoi pensieri. È un atto di igiene mentale. È il pulsante “mute” premuto sul telecomando della vita per sessanta minuti.
Non sentirti in colpa se, in questi giorni frenetici, ti “rubi” un’ora per andare a correre. Non stai togliendo tempo a nessuno. Stai ricaricando le batterie. Tornerai a casa con il naso gelato ma con la testa leggera, pronto ad affrontare l’ennesimo brindisi con un sorriso vero, e non di circostanza.




