Superare il “Runner’s Block”: le strategie per ritrovare la voglia di correre

Quando anche la corsa perde il suo fascino, non è un fallimento, ma un segnale. Esplora il runner’s block, accettalo, e riscopri il piacere del movimento.

C’è un momento, prima o poi, in cui succede a tutti. Anche a chi corre da dieci anni con la costanza di un orologio svizzero, anche a chi si è appena innamorato della corsa e non vedeva l’ora di allacciare le scarpe ogni mattina. Succede che un giorno, senza preavviso, la voglia scompare. Come un amico che ti dà buca all’ultimo momento.

Questo momento ha un nome, anche se non è ufficiale e non lo trovi nei manuali: Runner’s Block. Esatto: c’è il runner’s high e c’è il runner’s block, un parente stretto del blocco dello scrittore, ma con le gambe al posto delle parole. Un’impasse emotiva, più che fisica. Le gambe potrebbero anche correre, ma è la testa che non ci sta. E se corri da un po’, sai che è la testa a decidere tutto.

Il paradosso della corsa

La corsa, per molti, è quel rifugio sicuro dove si ritrova la calma, si scaricano le tensioni, si dà un ordine al caos interiore, o almeno ci si prova. Ma quando non funziona più nemmeno lei, ci si sente spaesati, come se avessero cambiato la serratura della tua casa.

In realtà, non è la corsa che cambia. Sei tu. E questo è un bene.

Non sei un robot, sei un essere umano con fasi, oscillazioni, stanchezze mentali, picchi di entusiasmo e momenti di totale disinteresse. Il segreto non è combattere questo blocco come fosse un nemico, ma accoglierlo. Capire da dove arriva, cosa vuole dirti, e poi – magari – iniziare a superarlo.

Strategie (che funzionano davvero)

Ecco alcune strategie che puoi provare. Non sono miracolose, ma funzionano. E no, non iniziano con “alza il sedere dal divano”, perché se fosse così semplice non staresti leggendo questo articolo.

1. Torna al perché

Ricordi perché hai cominciato a correre? No, non “per dimagrire” o “per la maratona a fine anno”. Il motivo vero. Quello più viscerale. La sensazione di libertà, il bisogno di staccare, la voglia di stare con te stesso. Ritrovare quella motivazione iniziale – che spesso è più emotiva che razionale – può essere il primo passo.

2. Cambia percorso (e ritmo)

Sempre la stessa strada, sempre lo stesso giro, sempre lo stesso ritmo: anche le abitudini più rassicuranti, alla lunga, anestetizzano. Cambia scenario. Cambia anche l’ora. Prova a correre al tramonto invece che al mattino. A volte, un cambio d’inquadratura può rimettere a fuoco tutto.

3. Smettila di confrontarti

Le app, le classifiche, i social, gli amici che fanno 15 km prima di colazione: tutto bellissimo, ma tutto profondamente tossico quando hai perso il senso. Ricorda: non devi essere “più veloce”, “più costante”, “più tutto” di nessuno. Nemmeno di te stesso tre mesi fa. La corsa non è una competizione, è una conversazione. E in certe conversazioni è anche sano restare in silenzio un po’.

4. Prova un’altra attività

Sembra un tradimento, ma non lo è. Nuotare, pedalare, fare yoga, camminare per ore senza meta: tutto ciò che muove il corpo senza incatenarlo alle aspettative della performance può riaccendere la scintilla. A volte ci si innamora di nuovo solo dopo essersi allontanati un attimo.

5. Correre meno, ma meglio

Riduci il numero di uscite, ma rendile più significative. Scegli percorsi che ami. Mettiti una playlist che ti emoziona (e su Spotify ne trovi tantissime di Runlovers, lo sapevi?). Corri senza orologio. Corri per il piacere puro del gesto. Corri come se non dovessi scriverne su Strava dopo.

6. Accetta il vuoto

E poi c’è questo: il vuoto. Quel periodo in cui non hai voglia, non trovi motivazioni, e ti sembra che correre sia diventata una faccenda priva di senso. Non forzarlo, non colpevolizzarti. Come l’inverno, anche questo blocco serve, tipo a preparare qualcosa che ancora non immagini. La voglia tornerà, magari all’improvviso, come una canzone che parte in radio e ti fa venire voglia di ballare.

Cosa resta, alla fine

Alla fine, resta questo: la corsa non è un obbligo, è un regalo che ti fai. Quando smette di sembrarlo, è il momento di prendersi una pausa, di guardarla da fuori, di riscoprirla da un altro punto di vista.

Forse non tornerai a correre domani. Ma quando lo farai – perché lo farai – sarà per i motivi giusti. E non ci sarà più alcun blocco, solo strada. E tu, di nuovo, in movimento.

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2 Commenti

  1. Capita..vero che dopo mesi sto uscendo un po’ alla volta.dopo la morte inaspettata di mia sorella..rientravo di fare una bella corsetta quando mi hanno detto della tragedia.. dopo mesi non mi fermo ma corro molto di meno però so che ritornerò a sentire quella necessità di libertà . ritagliare anche 15 per arrivare a casa y mettermi le scarpe..ho quella sensazione di solitudine bella delle corse invernali.
    Cambio percorso non c’ho pensato.provero..
    Bel articolo

    • Grazie Karina! Ci dispiace molto per tua sorella, e immaginiamo che la corsa te la ricordi, inevitabilmente. Ma siamo sicuri che tornerai a vivere lo sport come uno dei migliori modi per ricordarla col sorriso :)

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