Pianificare un cammino non significa solo scegliere una strada, ma imparare l’arte di togliere il superfluo per ritrovare il proprio passo naturale.
- Scegliere un cammino rigenera la mente più di una vacanza sedentaria.
- Il segreto è la pianificazione delle tappe: 20-25 km al giorno sono il giusto equilibrio (ma variano in base al dislivello).
- La regola aurea dello zaino: non deve superare il 10% del tuo peso corporeo.
- Non serve essere atleti olimpici, ma bisogna abituare i piedi e le spalle prima di partire.
Siamo a gennaio. Fuori fa freddo, le giornate sono ancora corte e la nostra mente, inevitabilmente, inizia a proiettarsi verso l’estate.
Di solito, il sogno standard include una spiaggia, un cocktail e l’immobilità quasi totale. E va benissimo, per carità.
Ma vorrei proporti un’alternativa. Una di quelle idee che all’inizio ti fanno dire “ma sei matto?” e alla fine ti fanno dire “è stata la cosa più bella della mia vita”.
Parlo di una vacanza a piedi. Un cammino.
Sette giorni in cui il tuo unico compito è mettere un piede davanti all’altro, guardare il mondo che cambia lentamente attorno a te e decidere cosa mangiare per cena.
La corsa è esplorazione, ma il cammino è immersione. È un modo per riappropriarsi del tempo e dello spazio, uscendo dalla frenesia digitale per entrare in un ritmo umano.
Quest’anno regalati il lusso più grande: la lentezza
Viviamo in un mondo che premia la velocità. Tutto deve essere “subito”, “adesso”, “veloce”.
Il cammino è l’atto ribelle di rallentare.
Non si tratta di arrivare prima, ma di arrivare meglio. Quando cammini per giorni interi, il cervello smette di saltare da una notifica all’altra e inizia a distendersi. I pensieri si sciolgono, le preoccupazioni che sembravano giganti diventano gestibili.
È la stessa sensazione di pulizia mentale che provi dopo una corsa lunga, ma dilatata su una settimana intera.
Perché una vacanza a piedi rigenera più di una settimana in spiaggia
Sembra un paradosso: come faccio a riposarmi se fatico tutto il giorno?
La verità è che siamo stanchi di testa, non di corpo. Il nostro fisico è fatto per muoversi, è progettato per coprire distanze. La sedentarietà ci arrugginisce, il movimento ci olia.
Camminare per 6 o 7 ore al giorno produce una stanchezza sana, “buona”, quella che ti fa mangiare con gusto e dormire come un sasso. Torni a casa con le gambe indolenzite, ma con la testa leggera come una piuma. È un reset completo del sistema operativo.
Come pianificare: scegli il cammino giusto per le tue gambe
L’errore classico dell’entusiasmo: “Faccio 40 km al giorno così vedo tutto!”.
No no no. Stiamo calmi.
Se è la tua prima esperienza, punta a una media (massima) di 20-25 km al giorno.
È la distanza perfetta: ti permette di camminare per buona parte della mattinata e primo pomeriggio, ma ti lascia il tempo di farti una doccia, visitare il borgo dove sei arrivato, lavare i calzini (attività fondamentale del pellegrino) e goderti una cena senza crollare con la faccia nel piatto. Chiaramente, però, la distanza pò variare (anche molto) in base al dislivello da affrontare nel percorso.
Itinerari come la Via degli Dei (Bologna-Firenze), tratti della Via Francigena o moltissimi altri percorsi. Sono rodati, ben segnalati e pieni di servizi.
L’arte dello zaino leggero: se sei indeciso, lascialo a casa
Qui si gioca la partita tra una vacanza da sogno e un calvario.
Lo zaino è la tua casa per una settimana. Ma ricorda: devi portartela sulla schiena, in salita, sotto il sole.
Esiste una regola sacra: il peso dello zaino non dovrebbe mai superare il 10% del tuo peso corporeo. Se pesi 70 kg, il tuo zaino (acqua inclusa!) deve stare sotto i 7 kg.
Questo ti obbliga a fare scelte drastiche.
- Ti serve davvero il phon? No.
- Ti servono tre paia di pantaloni lunghi? No.
- Ti serve il libro cartaceo di 800 pagine? Forse è meglio il Kindle o l’audiolibro.
Impara l’essenzialità. Scopri che per stare bene ti serve pochissimo: due cambi tecnici (uno addosso, uno nello zaino), un cambio leggero per la sera, un guscio per la pioggia, sapone di Marsiglia e un kit di primo soccorso.
Per una lista dettagliata su cosa portare, puoi dare un’occhiata alla guida su come preparare il primo cammino.
Ricorda: come nella corsa, viaggiare leggeri ti permette di goderti il viaggio.
Prepararsi fisicamente e mentalmente: non serve essere atleti, serve costanza
Non devi essere un maratoneta per fare un cammino. Devi essere un camminatore costante.
Il problema non è fare 25 km una volta. È farli per 7 giorni di fila.
L’allenamento migliore è, semplicemente, camminare. Nelle settimane prima della partenza, abituati a camminare nel weekend per qualche ora, possibilmente con le scarpe che userai (mai partire con scarpe nuove!) e con lo zaino carico, per abituare le spalle.
È un viaggio di scoperta, interiore ed esteriore. E come per la corsa, la parte più difficile è solo il primo passo.


