Largo all’allenamento moderno!

L'evoluzione delle tecniche di allenamento porta grandi benefici soprattutto agli amatori

Come avviene in tutti i campi, anche nel running la tecnica si evolve e migliora. E non sto parlando della tecnica di corsa ma di come si stanno evolvendo l’alimentazione, la nostra attrezzatura e – soprattutto – i metodi di allenamento.

Ciò che rimane indiscutibile sono i due temi principali che fanno parte della preparazione atletica di ciascuno di noi: la velocità e la resistenza. Ma sul come svilupparli e migliorarli, sempre un mattoncino alla volta, ci sono stati grandissimi passi avanti. In meglio, fortunatamente.

Non temere, questo non è un noiosissimo post con numeri, calcoli, formule matematiche e tabelle incomprensibili. Quello che voglio fare, per ora, è solamente darti dei concetti da provare, su cui riflettere, perché il nostro scopo è sempre lo stesso: migliorare più velocemente e con meno fatica. No?!

L’allenamento di qualità

Partiamo dalla base, dalle fondamenta di tutto quello che facciamo: l’interval training. No, non pensare alle “solite ripetute”; cioè sì, ma non mi riferisco solo a quelle. Ogni allenamento che preveda delle variazioni di velocità seguite da momenti di recupero può essere considerato interval training.
Il concetto di fondo è molto semplice: insegnare, allenare e far adattare il nostro corpo a sostenere una velocità più elevata per un più alto periodo di tempo. In una sola parola: adattamento.

Nelle nuove tecniche di allenamento, l’allenamento a intervalli è sempre più presente ed è sempre più vario. I runner più esperti, infatti, sanno che esistono ripetute brevi, medie, lunghe; fartlek; progressivi. Ma, nell’approccio più tradizionale, si mischiano molto raramente e vengono fatti con un certo rigore.
Le tecniche di allenamento più nuove ora tendono a rendere più frequenti gli allenamenti di qualità, mischiandone i componenti, ottimizzando il tempo e creando un percorso di adattamento più vario. L’obiettivo è creare un sistema composto da allenamento + sviluppo di gruppi muscolari che sia sempre più efficiente. E questo, come immaginerai, permette al nostro corpo di migliorare più velocemente e porta noi a divertirci molto di più.

Tornerò nei prossimi giorni sull’argomento con degli esempi pratici perché, per ora, non abbiamo ancora parlato di carico che – come probabilmente sai – è molto importante nella gestione dei recuperi e nella prevenzione degli infortuni.

Migliorare senza correre

Ovviamente bisogna sempre avere ben chiaro che ciascuno di noi ha necessità, caratteristiche e fragilità diverse. Ma – e  vale per tutti – la stanchezza e il carico eccessivo non portano mai benefici.
E qui ci viene in aiuto il cross-training.

Il concetto è molto semplice: sostituire alcuni allenamenti di corsa con sessioni in altre discipline e, più nel dettaglio, con ciclismo (o mountain bike) o con nuoto.

L’abbiamo già detto molte volte: sviluppare muscoli antagonisti a quelli della corsa è utile quanto avere una ruota di scorta durante un rally di 15 giorni nelle terre desolate dell’Australia. E il concetto della ruota di scorta è particolarmente calzante perché, quando i muscoli principali della corsa sono stanchi, gli altri subentrano permettendoci di andare avanti.

Inoltre, nuoto e ciclismo sono attività meno traumatiche della corsa per il nostro sistema muscolo-scheletrico e quindi ci aiutano a recuperare più velocemente, continuare ad allenarci e – di conseguenza – prevenire gli infortuni.

Non dobbiamo diventare triatleti

Per quanto mi piacerebbe e io sia dell’opinione che il triathlon dovrebbe essere il nuovo sport consigliato dall’AMI (Associazione Mamme Italiane – cit. Martino Pietropoli) non è necessario diventare triatleti. In quel caso gli allenamenti nelle diverse discipline si svolgono per migliorare in ogni settore, non come cross-training. Noi invece vogliamo migliorare solo nella corsa e ottenere il massimo quando i nostri piedi colpiscono l’asfalto.

Credo però che, per noi atleti amatoriali senza velleità di medaglie olimpiche, sia molto importante trovare un equilibrio che ci dia benessere a ogni livello. E cambiare sport aiuta anche sul piano mentale, credimi.

Rimane il fatto che non sempre la tradizione va seguita, esplorare nuove strade, nuove attività, nuovi metodi di allenamento aiuta.

E porta ottimi risultati.

 

(Credits immagine principale: Perig76 on DepositPhotos.com)

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