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Il grasso viscerale, situato tra gli organi interni, è difficile da perdere e può causare patologie come diabete e malattie cardiovascolari.
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Ridurre il grasso viscerale migliora la salute cardiovascolare, riduce malattie croniche, diminuisce lo stress articolare e aumenta l’autostima.
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Thomas DeLauer consiglia brevi ma intensi esercizi cardio (come HIIT), combinati con allenamenti di forza e una dieta equilibrata per ridurre il grasso viscerale.
Una delle frustrazioni più frequenti di chi corre per perdere peso è quella di non riuscire a perdere il più insidioso e resistente grasso. È quello che si annida fra gli organi interni e in particolare nella zona dell’addome. Il suo nome medico è “grasso viscerale” ed è più resistente di quello sottocutaneo da perdere.
In realtà il grasso viscerale, che avvolge gli organi interni per proteggerli, diventa un problema quando è in eccesso: quando insomma “diventa pancia”. Un eccesso di questo tipo di grasso è infatti imputato come causa di diverse patologie, non ultima il diabete di tipo 2, alcuni tipi di cancro e anche le malattie cardiovascolari.
Tenerlo sotto controllo ha diversi effetti positivi:
- riduce il rischio di malattie croniche
- migliora la salute cardiovascolare non aumentando la pressione e il colesterolo
- aumenta il livello di fitness dato che, a una diminuzione di peso, corrispondono anche minori sollecitazioni sulle articolazioni
- migliora l’autostima dato che, salvo i casi estremi di dismorfismo, ti avvicina di più all’immagine che pensi meglio ti rappresenti.
È importante sottolineare che anche la scarsità di grasso viscerale ha effetti negativi, come squilibri ormonali, diminuzione della funzione immunitaria e riduzione della densità ossea. In ogni caso, come sempre ripetiamo, è meglio consultare uno specialista prima di intraprendere il viaggio verso la sua riduzione.
Un esercizio efficace per ridurre il grasso viscerale addominale
A suggerire un metodo a sua detta efficace è il personal trainer Thomas DeLauer. Partendo dai risultati delle ricerche che dimostrano come l’allenamento con pesi contribuisca a ridurre quello addominale ma non quello viscerale, DeLauer nota come anche l’esercizio aerobico (come la corsa o la resistenza in generale) non sia l’ideale se si vuole limitarlo o ridurlo.
Come spesso accade, la virtù sta in mezzo. Se né l’allenamento ad alta intensità né quello cardio sono efficaci, quale potrebbe esserlo? Una via di mezzo fra i due, ossia un allenamento cardio intenso.
Se ti stai chiedendo se ci stiamo riferendo alle ripetute sappi che ci hai preso. Quasi. Quello che consiglia DeLauer è un allenamento che preveda dei brevi ma intensi cardio di qualche centinaio di metri (lui consiglia 100 metri a velocità sostenuta, cioè almeno in zona 3) da ripetere svariate volte e da includere nell’allenamento settimanale. Aumentare l’intensità dell’allenamento – cioè prevedere sessioni in zona 2 o 3 o superiori – migliora il tasso metabolico e quindi consente di bruciare meglio i grassi. In genere l’aumento della muscolatura è un metodo efficace per bruciare in maniera più efficiente le calorie, anche perché più il sistema muscolare è sviluppato, più sono le sue richieste caloriche.
E non solo
Un allenamento che ha lo scopo di ridurre il grasso viscerale può e deve essere coadiuvato anche da altre discipline, per esempio sessioni di sollevamento pesi o ginnastica a corpo libero. Per rendere ancora più efficace questo allenamento, alla corsa sostenuta puoi insomma aggiungere anche allenamenti ad alta intensità come HIIT. E non solo: avere un regime di attività fisica costante è altrettanto importante. Quindi:
- Cammina più che puoi
- fra ascensore e scale scegli sempre le ultime
- fai altri tipi di cardio, tipo la bicicletta o il nuoto, anche per variare la “dieta sportiva”
- controlla l’alimentazione evitando cibi confezionati o ultraprocessati e prediligendo quelli naturali e freschi
- non dimenticare mai di bere acqua
- non trascurare il sonno, anche perché è in quella fase che i muscoli si ricostruiscono, in attesa della prossima corsa.
(Via Boxrox)



