È tempo di maratona di New York

La maratona di New York in numeri: un altro modo per parlarne.


  • 50.000 corridori da 140 nazioni e un traguardo che sa di conquista.
  • Con un indotto di 400 milioni, è un evento che unisce sport e business.
  • Tempi medi in salita ma con un obiettivo chiaro: superare se stessi.

 

La prima domenica di novembre, come tutti gli appassionati e i cittadini di New York sanno, non è un giorno qualsiasi: è il giorno della maratona di New York, la più bella e famosa al mondo. Ma come è in termini numerici? Quanti partecipanti ci sono? Da quanti paesi? Quante banane mangiano? Ok, non scenderemo così tanto in dettaglio ma seguici un po’.

La maratona di New York è un simbolo globale della capacità degli esseri umani di fare qualcosa di inusuale: correre molto a lungo. Non è l’unica maratona del mondo, ci mancherebbe. Però New York è New York! Vogliamo però parlartene in un modo singolare, ossia attraverso i suoi numeri. Notevoli, come solo la Maratona di New York sa essere.

1. Decine di migliaia di gambe da quasi 150 paesi

Con più di 50.000 partecipanti ogni anno, la NYC Marathon attira runner da quasi di 150 nazioni (148, per l’esattezza), che la rendono la gara con il maggior numero di partecipanti al mondo.

Fra i paesi partecipanti, l’Italia si difende molto bene: ha sempre una presenza considerevole, al punto che è la seconda nazione per numero di partecipanti (l’anno scorso gli italiani erano 2.368).

Del resto, come dice chi l’ha vinta nel 2017, e cioè Shalane Flanagan: “Non è solo una corsa. È come se corressi accanto al mondo intero, un chilometro alla volta”. Questo melting pot di culture e nazionalità rende il percorso newyorkese unico e pieno di energia, e lo puoi apprezzare lungo tutte le miglia che lo compongono.

2. Qual è la nazione con più vittorie?

A vincerne più edizioni sono stati i padroni di casa con 35 vittorie ma a seguirli ci sono i keniani com 32 e gli svizzeri con ben 16. Le vittorie più celebrate sono anche quelle più veloci, come quella di Geoffrey Mutai, che ha segnato il record nel 2011 con il tempo di 2:05:06 o quelle multiple, come nel caso di Mary Keitany che l’ha vinta quattro volte.

3. Oltre 260.000 litri d’acqua e tonnellate di snack

Per supportare l’enorme massa di runner, gli organizzatori della NYC Marathon distribuiscono oltre 260.000 litri d’acqua lungo il percorso e tonnellate di cibo, tra cui snack energetici e frutta fresca. A proposito, il co-fondatore della maratona Fred Lebow, una volta scherzò: “In una giornata così lunga, i corridori non solo consumano energia, ma divorano la città intera!” Questo supporto logistico è fondamentale per mantenere i corridori idratati e alimentati fino al traguardo.

4. Quante medaglie vengono assegnate?

Ogni anno, ogni runner che finisce la maratona riceve una medaglia che celebra la sua determinazione. La gara del 2019 ha stabilito il record con oltre 53.000 medaglie distribuite. Sempre Lebow, poco prima della sua morte, disse: “Ottenere quella medaglia è come un’ode alla tua tenacia. Può sembrare solo metallo, ma racconta una storia di fatica, dolore e vittoria”.

5. Quattrocento milioni di dollari

La maratona non solo è un evento sportivo, ma un motore economico per New York. Con oltre 400 milioni di dollari che finiscono nell’indotto tra turismo, ristorazione e accoglienza, questo evento rappresenta un’opportunità unica per la città. Come dice un portavoce della New York Road Runners (NYRR) che la organizza, “La maratona è il nostro Super Bowl”. Questo impatto economico continua a crescere ogni anno grazie ai visitatori internazionali e ai residenti che partecipano o assistono e ha un riverbero anche nella raccolta di fondi per la beneficenza che l’anno scorso ha raggiunto i 520 milioni di dollari raccolti dal 2006.

6. Quanto ci si mette mediamente a correrla

Se il tempo medio di percorrenza dei professionisti si è mantenuto stabile, quello degli amatori ha visto un lieve aumento: la maggior parte dei runner impiega tra le 4 e le 5 ore. La velocità non è tutto, e quello che racconta chiunque l’abbia corsa è l’importanza dell’esperienza. Come diceva Katherine Switzer, la prima donna a correre la maratona di Boston: “La maratona non riguarda solo la velocità. Riguarda il viaggio. Ogni miglio insegna qualcosa di diverso.” E a New York questo spirito si sente particolarmente.

7. Un’esperienza da vivere

New York City Marathon è una corsa, ma anche un’esperienza di trasformazione. Passare attraverso i cinque distretti, accolti dall’entusiasmo degli spettatori locali, è qualcosa che rende questa gara indimenticabile.L’ha descritta perfettamente e in maniera lirica Eliud Kipchoge: “Non ci sono altri posti al mondo dove ogni passo si sente come un inno”. E se lo dice lui, possiamo credergli :)

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