Come i social stanno cambiando il modo in cui ci alleniamo (e perché non è un male)

Scopri come TikTok e Instagram stanno rivoluzionando il mondo del fitness: dai micro-workout alla motivazione pop, tra pro, contro e consigli per allenarsi in modo consapevole.

Hai presente quel momento in cui ti prometti che farai palestra “seriamente” da lunedì, ma lunedì arrivi solo fino al divano, apri TikTok o Instagram e ti vedi già in posizione plank seguendo un workout da 30 secondi con una ragazza che sorride mentre ti urla “Keep going, babe!”?

TikTok non è più solo il regno dei balletti sincronizzati e dei lip-sync imbarazzanti (che, appena usciti, erano già vecchi e terribilmente “cringe”). È anche uno degli spazi più attivi (e creativi) del mondo fitness. Un luogo dove #legday convive con #gluteburn, e dove milioni di persone – molte giovanissime – scoprono il gusto di allenarsi tra uno scroll e l’altro. Ma dietro la superficie pop e glitterata, c’è un’evoluzione che merita di essere osservata con più attenzione.

Dal balletto al burpee: come si è evoluto il fitness su TikTok

All’inizio erano solo coreografie: piccoli musical in formato verticale, perfetti per occupare i 15 secondi di attenzione dell’utente medio. Poi è arrivato il lockdown, e con lui l’improvvisazione: camere da letto trasformate in palestre, tappetini improvvisati e allenamenti adattati al metraggio disponibile tra letto e scrivania.

È stato lì che il fitness ha trovato casa su TikTok. Da allora, l’algoritmo ha iniziato a spingere sempre più contenuti legati all’allenamento, dando vita a trend come i micro-workout, il 75 Hard Challenge, l’allenamento “hot girl walk” e il ritorno glorioso dello skipping rope. Un universo variegato che mescola ironia, sudore, storytelling e outfit coordinati.

I pro: accessibilità, varietà e un po’ di autoironia

TikTok e Instagram hanno reso il fitness popolare come il ritornello di un tormentone estivo. Non devi più pagare un abbonamento in palestra o comprare attrezzi costosi: ti basta uno smartphone, qualche minuto e, spesso, la voglia di provare.

La varietà è un altro punto forte: allenamenti per ogni obiettivo, durata e livello. Vuoi un workout cardio da 7 minuti? Lo trovi. Preferisci un circuito glutei con bottiglie d’acqua al posto dei pesi? C’è. Cerchi yoga con soundtrack di Lana Del Rey? Ovviamente esiste.

E poi c’è il tono: motivazionale, ma senza prendersi troppo sul serio. Il che non è male, soprattutto se l’alternativa sono i video ipermascolini con font gotici e urla in sottofondo (vengono i brividi solo a pensarci).

I contro: formati sbagliati e mode discutibili

Ma non è tutto tonico ciò che luccica. TikTok ha anche il suo lato oscuro: tutorial approssimativi, challenge potenzialmente dannose (tipo allenarsi ogni giorno fino allo sfinimento), posture scorrette e una certa ossessione estetica che rischia di riportarci agli anni bui del “corpo perfetto”.

Il formato breve, per esempio, non permette correzioni né approfondimenti. Vedi il movimento, lo copi, ma nessuno ti dice che stai ruotando male il ginocchio e che potresti farti male sul serio. E – altro aspetto a cui prestare molta attenzione – molti creator non sono personal trainer o allenatori certificati, anche se parlano come se avessero una laurea in scienze motorie e una cattedra a Stanford.

Il rischio, insomma, è prendere per buono tutto ciò che “funziona” in termini di visualizzazioni, e non tutto ciò che funziona davvero per il tuo corpo.

Come usare i social per allenarsi in modo consapevole

La chiave – come spesso succede – è la consapevolezza. TikTok o Instagram possono essere una fonte di ispirazione, ma non dovrebbero essere la tua unica guida. Prendi ciò che ti motiva, ma verifica sempre che l’esercizio sia adatto a te e alla tua condizione fisica.

Cerca creator che dichiarino le loro competenze (meglio se certificate), che correggono la tecnica e che parlano anche di recupero, alimentazione e ascolto del corpo. E, per il tuo bene, cerca di approfondire anche in altro modo. I muscoli non si costruiscono in 15 secondi. Ma – alla fine – anche 30 secondi possono farti sudare. E a volte bastano quelli per iniziare.

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