Quando si parla di una nuova Ghost, c’è sempre un po’ di curiosità perché è la scarpa da running più venduta e a cui moltissimi runner sono legati. Pensa a quanti chilometri vengono percorsi ogni anno con questo modello – milioni, probabilmente.
Con la stessa curiosità ci avviciniamo alle nuove Brooks Ghost 16 appena uscite e a tutte le novità che le vedono protagoniste.
Ma partiamo dall’inizio. Questa nuova versione introduce un importantissimo aggiornamento: l’intersuola è ora realizzata utilizzando il DNA Loft V3, il sistema a nitro-infusione di Brooks, fino ad ora disponibile solo nella serie Glycerin. Grazie al processo di nitro-infusione, l’ammortizzazione adesso risulta il 10% più leggera e il 9% più morbida, con un ritorno di energia superiore del 10% rispetto a DNA Loft V2.
La tomaia in Air Mesh a doppio strato è più morbida e fasciante. Mentre la suola è realizzata con la nuova gomma RoadTack, per un grip maggiore sul terreno, maggiore resistenza e capacità di attrito.
Anche il disegno della suola è stato modificato, per lavorare in modo più bilanciato con il DNA Loft V3 e garantire una transizione molto fluida nella fase di rullaggio del piede.

Il risultato
Già dopo i primissimi test, è evidente come l’identità di Ghost non sia stata minimamente snaturata: è sempre una scarpa estremamente confortevole, perfetta per correrci ogni giorno e dimenticare di averla ai piedi, da quanto è comoda e ammortizzata.
Ma la sensazione di evoluzione è evidente: è più ammortizzata, più reattiva, più comoda.
Probabilmente il mantenimento della geometria rispetto al modello precedente (stack di 12mm all’avampiede, 24mm al tallone per un drop di 12mm) aiuta molto a mantenerne invariato il feeling. Però l’evoluzione è evidente.
Ghost è sempre la sorella minore della Glycerin, il modello di punta di Brooks per la corsa ammortizzata, ma ora ne percepisci chiara l’evoluzione, senza perdere nessuno dei pregi che hanno fatto scegliere i modelli precedenti a così tanti runner.
Le nuove Brooks Ghost 16 sono disponibili al prezzo di listino di 150 euro su brooksrunning.com e in tutti i migliori negozi di running.
Ma perché proprio “ghost”?
Ti sei mai chiesto come mai le Ghost si chiamano Ghost?
Era il 2008, il momento in cui la prima versione di questa scarpa stava per essere presentata e il director of product management era un runner che amava correre di notte.
I suoi amici e colleghi non lo vedevano mai allenarsi eppure aveva sempre ottimi risultati. Da lì iniziarono a chiamarlo “the ghost” perché nessuno lo vedeva ma lui correva lo stesso, quasi fosse un fantasma.
La scarpa prese il nome proprio da questo aneddoto. E ci piace pensare che sia anche per questo che ora la tomaia ha inserti riflettenti e, in autunno, ne uscirà una versione anche per la linea “run visible” di Brooks. ;-)

