La vita è imprevedibile e gli incidenti capitano. “Shit happens”, diciamo di solito e nessuno ne è immune. Ma come dicevano già gli stoici 2300 anni fa, conta solo come reagisci a ciò che ti capita. Il tuo potere è quello di agire sulle cose che puoi modificare, non su quelle che sfuggono al tuo controllo. Dipende da te solo ciò che dipende da te: non puoi scegliere ciò che ti succede ma solo come reagisci a ciò che ti succede.
Un gran giro di parole filosofiche per dire che è arrivato un imprevisto infortunio a modificare i tuoi programmi: potrebbe averli solo rallentati, magari cambiati leggermente oppure potrebbe averli stravolti, annullati, annientati. Abbiamo preparato una scena abbastanza drammatica? Ora vediamo come puoi reagire, perché sta tutto lì, si sarà capito. E la buona notizia è che da qualcosa di negativo può nascere qualcosa di positivo. Lo scopo di questi consigli è di ricavare qualcosa di utile da uno stop della tua attività sportiva, o almeno da quella principale, cioè la corsa. Perché se ne può uscire migliori, eccome.
1. Fare sport alternativi, a basso impatto
Smettere di correre per infortunio non significa imbalsamarsi sul divano per cercare di vedere tutto il catalogo di Netflix (è impossibile e poi ci sono anche quelli di Prime Video e di Apple TV e di Disney+ e di chissà quanti altri). Ci sono tante altre attività che puoi fare, specialmente quelle a basso impatto e che caricano relativamente poco il tuo corpo. È superfluo specificare che le puoi praticare solo se l’infortunio non è grave e invalidante: una frattura al bacino non ti permette di fare niente, su questo siamo d’accordo? Compatibilmente con il tuo infortunio puoi decidere di andare in bici o di nuotare: si tratta di attività che scaricano rispettivamente le gambe e tutto il corpo di molto peso, permettendoti comunque di muoverti.
Lo scopo non è solo quello di muoversi ma soprattutto quello di fortificare gruppi muscolari che la sola pratica della corsa trascura, come il core o il busto. Si tratta di un allenamento funzionale allo sviluppo di parti del corpo che servono nella corsa e che ti aiuteranno quando riprenderai a correre, compensando la debolezza della gambe.
2. Capirne le cause
Escluso che l’infortunio dipenda da un fatto incidentale (ti ha investito un’auto che usciva da un parcheggio e il suo conducente non ti ha visto), è importante capire le cause che possono averlo provocato. Un’impostazione di corsa sbagliata? Sai per esempio se corri di tallone o di avampiede? Hai mai fatto una gait analysis? Hai cambiato recentemente scarpe e sospetti che possa dipendere da loro? In questo caso è molto utile avere un diario che ti permetta di consultare uno storico dei tuoi allenamenti per un periodo sufficientemente lungo: ti era già capitato in passato? In che condizioni? Era un periodo particolarmente stressante in cui magari dormivi poco? E il tuo diario alimentare cosa dice? Avevi una dieta particolarmente squilibrata magari troppo povera di sali, fibre e proteine? Tutti questi dettagli possono aiutarti a ricostruire le condizioni che hanno già causato in passato un infortunio, per evitarle in futuro.
3. Mantieni il contatto con i compagni di corsa
Essere costretti a non correre per cause di forza maggiore può portare a un rifiuto psicologico di tutto ciò che ti ricorda la corsa. È naturale ma sarebbe meglio evitarlo, anche perché la compagnia con cui corri – se ne hai una – è un fattore motivante per riprendere a farlo. In fondo non hai smesso di correre, hai solo sospeso l’attività in attesa di ritornare in forma. Continua quindi a sentirli e a programmare il ritorno sulla strada. Mantieni insomma una forma di coinvolgimento che alimenti sempre la voglia di correre.
4. Prepara il ritorno
A proposito del tuo ritorno: ora non puoi correre ma si tratta solo di una condizione momentanea. Niente ti vieta di programmare il futuro, per esempio iscrivendoti a una gara. È importante avere obiettivi e quello di riprendere a correre per alcuni può essere un po’ troppo generico: meglio avere qualcosa da appuntare sul calendario, come una gara. Magari non impegnativa e realistica, tipo una 10k per valutare lo stato fisico dopo qualche mese di ripresa degli allenamenti. E da quella ricominciare a costruire una forma fisica migliore di quella in cui eri quando è capitato l’infortunio.
5. Shopping
Alla fine il trucco è quello di creare fattori motivanti. Un bel taccuino nuovo può essere un invito irresistibile a scrivere il diario che da anni ti proponi di tenere e comprare un nuovo completo da corsa o sostituire le scarpe che ti ricordano l’infortunio (e che magari erano troppo vecchie e hanno contribuito a farti correre male) sono un modo efficace per fissare un altro appuntamento sul calendario: quello del giorno in cui finalmente le potrai usare.
Come avrai capito, il segreto è mettere a frutto gli incidenti, collocandoli in uno sviluppo logico: perché sono accaduti? Come puoi evitarli in futuro? A farlo ti aiutano la memoria (il diario), la consapevolezza (capire come corri e dove sbagli) e la pianificazione (i programmi, i contatti con gli amici che corrono).
Come sempre nella vita, le cose succedono indipendentemente dalla tua volontà ma è una tua responsabilità collocarle in un contesto più ampio e capire cosa ci puoi fare. Perché non è mica detto che da un infortunio derivi per forza la demotivazione e il fallimento, anzi.




