Metodo 80/20: perché correre più piano ti fa migliorare (e come applicarlo)

Correre piano non è facile. È una scelta intelligente (e controintuitiva) che separa chi si allena da chi si stanca e basta.

Il segreto per andare più forte non è spingere sempre, ma rallentare drasticamente per l’80% del tempo, riservando le energie per dare tutto nel restante 20%.

  • Il paradosso: Per migliorare la velocità, devi correre molto più lentamente di quanto pensi.
  • La regola: 80% dei km a bassa intensità, 20% ad alta intensità.
  • Il test: Se non riesci a parlare mentre corri il lento, stai andando troppo forte.
  • L’errore: Cadere nella “zona grigia” (né carne né pesce) che accumula fatica senza dare grandi benefici.
  • La pratica: Esempi concreti per settimane da 4 o 5 uscite.

Il problema dell’intensità “media”

Siamo onesti: la maggior parte dei runner amatori si allena sempre allo stesso ritmo.
Usciamo di casa e ci assestiamo su quella velocità che ci fa sentire “di aver fatto qualcosa”. Sudiamo, il respiro si accorcia un po’, torniamo a casa stanchi. Ci sembra un buon allenamento.
In realtà, siamo finiti nel “Buco Nero dell’Allenamento”, o zona grigia.

È un’intensità troppo faticosa per permettere al corpo di costruire una base aerobica efficiente e recuperare, ma troppo lenta per stimolare i miglioramenti di velocità e potenza.
Il risultato? Si accumula stanchezza “spazzatura”, si rischia lo stallo delle prestazioni e, spesso, l’infortunio. Per uscire da questo stallo, bisogna polarizzare.

80/20 spiegato senza formule

Il metodo 80/20 non è una moda passeggera, ma si basa su decenni di osservazione degli atleti d’élite. Stephen Seiler, fisiologo dello sport, ha analizzato come si allenano i campioni di resistenza (dal canottaggio allo sci di fondo, fino alla maratona) e ha scoperto un pattern universale: circa l’80% delle sessioni viene svolto a bassa intensità e solo il 20% ad alta intensità.

Immagina il tuo corpo come una casa.
L’80% (la corsa lenta) è la costruzione delle fondamenta: allarghi la base, aumenti i capillari, insegni al corpo a usare i grassi, costruisci resistenza.
Il 20% (ripetute, tempo run, gare) è il tetto e le decorazioni: definisce quanto in alto puoi arrivare.
Se passi il tempo a costruire solo il tetto senza fondamenta (correndo sempre forte), la casa crolla. Se corri sempre “medio”, stai costruendo una casa piccola e instabile.

Come capire il lento (talk test)

“Ma quanto piano devo andare?”. Questa è la domanda da un milione di dollari.
Se usi il cardiofrequenzimetro, stiamo parlando della Zona 2 (leggi qui per approfondire le zone di frequenza cardiaca).
Ma il metodo più immediato e infallibile è il Talk Test.

Mentre corri il tuo 80% (i lenti, i lunghi, il riscaldamento), devi essere in grado di parlare con frasi complete senza andare in affanno. Se devi prendere fiato ogni tre parole, stai andando troppo forte. Rallenta.
Se ti sembra di “non allenarti”, stai facendo la cosa giusta. Quella facilità è ciò che ti permette di accumulare volume senza stressare il sistema nervoso, lasciandoti le gambe fresche per spaccare tutto nel giorno del 20%.

Due esempi di settimana (4 e 5 uscite)

Come si traduce tutto questo in agenda? Ecco due schemi semplici per visualizzare la proporzione.

Settimana su 4 Uscite:

  • Lun: 45′ Corsa Lenta (Easy).
  • Mer: Allenamento di Qualità (es. Ripetute in salita o Intervalli). Questo è il tuo 20%.
  • Ven: 40′ Corsa Lenta Rigenerante.
  • Dom: Lungo Lento (es. 70-90′).
  • Bilancio: 3 uscite facili, 1 difficile.

Settimana su 5 Uscite:

  • Lun: 40′ Corsa Lenta + Allunghi.
  • Mar: Lavoro di Qualità (es. Fartlek).
  • Gio: 50′ Corsa Lenta.
  • Ven: 30′ Corsa Lenta o Cross Training leggero.
  • Dom: Lungo Lento.
  • Bilancio: 4 uscite facili (o moderate), 1 uscita molto intensa.

Errori (trasformare tutto in tempo run)

Il nemico numero uno del metodo 80/20 è l’Ego.
Succede questo: esci per fare il tuo lento, ti senti bene, guardi l’orologio e pensi “dai, oggi posso andare 10 secondi più forte”. Poi ti supera un altro runner e acceleri per non farti staccare.
Senza accorgertene, hai trasformato un allenamento rigenerante in una “Tempo Run” non pianificata.

Hai appena sabotato il metodo. Hai aggiunto stress non necessario che pagherai nell’allenamento di qualità successivo (che verrà più lento del dovuto) o con un infortunio tra un mese.
La disciplina non serve solo per correre forte le ripetute. Serve, soprattutto, per avere il coraggio di correre piano quando il programma dice piano.

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