- Correre male è un’arte che si affina con entusiasmo e inesperienza
- Errori comuni: ritmo eccessivo, obiettivi irrealistici, alimentazione inadeguata
- Riconoscere gli sbagli ti rende un runner più consapevole e resiliente
Era una splendida giornata. Il sole splendeva alto, la tua playlist preferita pompava energia, e tu, in tenuta nuovissima e coordinata, stavi per conquistare il mondo. O almeno, così pensavi.
Dopo cinque minuti ti sentivi invincibile. Dopo dieci, meno. Dopo quindici, eri un ex-eroe con una caviglia dolorante, il fiato corto e un dolore al fianco che sembrava un avvertimento divino. A quel punto hai iniziato a pensare che forse non eri poi così tanto invincibile e che per correre bene non bastasse correre e basta.
Fine della corsa. Inizio della riflessione: dove ho sbagliato?
Correre sembra semplice, ma non lo è
Pensaci: hai imparato da piccolo a camminare ed è naturale pensare che la corsa sia una specie di camminata potenziata. Ma è davvero così? In fondo nessuno ti ha mai spiegato come farlo esattamente. Eppure, pensiamo che basti infilare un paio di scarpe (spesso sbagliate) e partire.
In realtà, la corsa è un gesto complesso che coinvolge muscoli, postura, respirazione e mente. Richiede conoscenza e consapevolezza. Non è solo una questione di movimento, ma di come lo esegui.
Dove hai sbagliato
Probabilmente ovunque, a dirla tutta.
Hai saltato il riscaldamento, sei partito a razzo come se stessi gareggiando alle Olimpiadi (cosa che non fanno nemmeno quelli che partecipano alle Olimpiadi, di partire a razzo), hai indossato scarpe più adatte a una passerella che a una pista, e hai ignorato ogni segnale che il tuo corpo ti lanciava. Un mix perfetto di entusiasmo e inesperienza.
Correre sembra semplice: un piede davanti all’altro e via. Ed è vero. Il problema è semmai farlo bene. Per riuscirci ci vogliono attenzione, tecnica, pazienza e una buona dose di umiltà. Non basta l’entusiasmo: serve conoscenza.
Gli errori più comuni (che forse hai fatto anche tu)
Ecco una lista di scelte discutibili che molti runner alle prime armi – ma anche tanti runner capaci che magari riprendono a correre dopo un lungo periodo di inattività o che sono troppo entusiasti – compiono:
1. Partire troppo forte
L’entusiasmo iniziale ti spinge a correre a tutta velocità. Peccato che dopo pochi minuti sembri di aver scalato l’Everest senza ossigeno. Meglio iniziare con un ritmo sostenibile, costruendo gradualmente la resistenza. E non solo nel singolo allenamento ma durante tutta la preparazione. Non puoi caricare subito un corpo che è rimasto a lungo fermo con allenamenti sostenibili solo da chi è già in forma. Gradualità e pazienza devono essere le tue alleate.
2. Fissare obiettivi irrealistici
Decidi che correrai 10 km al giorno, tutti i giorni, ignorando il fatto che hai iniziato ieri. Risultato? Frustrazione e rischio di infortuni. Stabilisci obiettivi realistici e compatibili con la tua routine. Ancora una volta: gradualità. È giusto imporsi dei traguardi ma è essenziale che siano realistici e proporzionati alla tua preparazione.
3. Ignorare l’alimentazione e l’idratazione
Parti per una corsa lunga senza aver mangiato o bevuto adeguatamente. Dopo un po’, ti senti come una pianta nel deserto. Come evitarlo? Idrata e nutri il tuo corpo prima, durante e dopo la corsa per migliorare le prestazioni e il recupero.
4. Trascurare il riposo
Credi che più corri, meglio è, e dimentichi che il riposo è fondamentale. Senza adeguato recupero, il corpo non ha il tempo di ripararsi e prepararsi al prossimo allenamento, aumentando il rischio di sovrallenamento e infortuni.
5. Sottovalutare l’importanza della tecnica
Pensi che correre sia solo questione di mettere un piede davanti all’altro. In realtà, una postura scorretta e una tecnica inefficace possono portare a infortuni. Mantieni una postura eretta, sguardo avanti e passi leggeri. E molto altro.
6. Non ascoltare il proprio corpo
Ignori dolori e segnali di affaticamento, pensando che siano normali. In realtà, sono campanelli d’allarme. Ascolta il tuo corpo e concediti pause quando necessario. Non c’è niente di male a fermarsi quando il corpo manda segnali inequivocabili, il male è non ascoltarli.
Fallire per migliorare
La verità? Tutti abbiamo corso male. Tutti abbiamo commesso errori, ci siamo sentiti frustrati, ci siamo infortunati. Anche i più grandi atleti hanno imparato dai propri errori, e anzi: sono grandi proprio perché hanno saputo trarre insegnamenti dalla consapevolezza di ciò che facevano bene ma anche da ciò che sbagliavano. È proprio attraverso questi sbagli che si impara. Ogni errore è un’opportunità di crescita.
Quindi, non temere di sbagliare. Anzi, abbraccia i tuoi errori, impara da loro e continua a correre. Con il tempo, diventerai un runner più consapevole, resiliente e, soprattutto, felice.




