Un approccio pragmatico per smettere di affidarsi alla volubile motivazione e iniziare a contare su un sistema solido che riduce l’attrito e garantisce la costanza.
- Il nemico: Non è la pigrizia, è l’attrito decisionale.
- Pilastro 1: Giorni fissi. Non decidere ogni mattina, decidi una volta per tutto l’anno.
- Pilastro 2: La regola del “minimo sindacale”. Anche 15 minuti valgono per non spezzare la catena.
- Pilastro 3: Tracking visivo ma leggero (la X sul calendario).
- Il Piano B: Se salti una settimana, non recuperare. Riparti.
Il problema non è la motivazione: è l’attrito
Siamo onesti: quanti “piani perfetti” hai abbandonato a febbraio negli anni passati?
Il problema non sei tu. Il problema è che ci affidiamo alla motivazione, che è un’emozione, e come tutte le emozioni va e viene. Un sistema, invece, resta.
La “Difficoltà del Primo Passo” è l’ostacolo più grande. Ogni volta che devi decidere se andare a correre, quando andare e cosa fare, stai consumando energia mentale. Questo crea attrito. E quando l’attrito incontra una giornata storta al lavoro o il freddo di gennaio, il divano vince.
Il nostro obiettivo per il 2026 non è farti diventare un eroe di volontà, ma eliminare le decisioni. La disciplina non è durezza, è progettazione.
I 3 pilastri del sistema (semplici)
Per costruire un sistema che regga l’urto della vita reale, ti servono tre fondamenta.
- Giorni Fissi (Decisione Automatica):
Non svegliarti chiedendoti “corro oggi?”. Decidi ora che tu corri il martedì, il giovedì e il sabato. Cascasse il mondo. Se quei giorni sono bloccati in agenda come una riunione con il capo, non devi negoziare con te stesso. - La Regola del Minimo (Antifragilità):
Ci saranno giorni in cui non avrai tempo o voglia. Qui entra in gioco il potere delle micro-abitudini. Datti una regola: “Nei giorni di allenamento, devo fare almeno 30 minuti”. Se non puoi fare l’ora prevista, fanne 30. Mantieni l’abitudine viva, anche se il volume è basso. - Tracking Leggero (Gratificazione):
Non serve analizzare ogni battito cardiaco se ti stressa. Basta segnare che l’hai fatto. Usa la Tecnica della Catena: una X sul calendario per ogni allenamento completato. Il tuo unico lavoro è non spezzare la catena.
Il template settimanale (2 versioni)
Ecco due schemi pronti all’uso. Copiali, incollali nella tua vita e non pensarci più.
Versione A: “Costanza Sostenibile” (3 giorni)
Ideale per chi ha poco tempo o ricomincia da zero.
- Martedì: 30-40 minuti facili (o camminata veloce).
- Giovedì: 30 minuti con qualche variazione di ritmo (es. Fartlek a orologio ).
- Sabato/Domenica: Uscita libera (o “Lungo” di almeno 50-60 min).
- Regola: Mai saltare due sessioni di fila.
Versione B: “Atleta Ibrido” (4 giorni)
Per chi vuole mixare corsa e forza.
- Lunedì: Corsa Lenta (40 min) + 10 min Core.
- Mercoledì: Forza / Palestra (Focus Gambe e Spinta).
- Venerdì: Corsa di Qualità (Ripetute o Tempo Run).
- Sabato: Attività libera o Escursionismo.
Il piano B quando salti
Qui è dove la maggior parte dei piani fallisce. Ti ammali, hai una trasferta, salti una settimana. Cosa fai?
L’istinto ti dirà: “Devo recuperare tutto settimana prossima”. Errore.
Cercare di recuperare porta al sovraccarico e all’infortunio.
Se salti un allenamento, è andato. Pace.
Se salti una settimana, la settimana dopo riprendi con un volume ridotto del 20-30% per riabituaare il corpo.
Il sistema deve prevedere l’errore. Non sei un robot. La gestione del fallimento è parte del piano: accetta lo stop e riparti dal giorno fisso successivo come se nulla fosse.
Come misurare senza ossessioni
Non farti soffocare dai dati. Nel 2026, misura le cose giuste.
Invece di ossessionarti sul passo al km (che varia con vento, sonno e stress), misura la frequenza.
Quante “X” hai messo sul calendario questo mese?
Se il numero è costante, la performance arriverà di conseguenza. La percezione del progresso è la benzina della motivazione, ma il progresso vero si vede nei mesi, non nei giorni.
Semplifica. Pianifica. E poi, semplicemente, vai.


