Il problema dei tre corpi

Allenarsi non è una linea retta. È un "problema a tre corpi" caotico. Siamo tirati tra le paure del passato, l'ansia del futuro e la stanchezza del presente. La soluzione? Non c'è una formula, c'è solo la consapevolezza.

Cosa c’entra con noi un irrisolvibile problema della fisica, che ha ispirato una serie di libri, che hanno ispirato una serie su Netflix? C’entra moltissimo, con la nostra vita, il nostro modo di fare sport e di muoverci.


 

Spesso pensiamo al miglioramento come a una linea retta: “io” e “il mio obiettivo”. Un sistema a due corpi, stabile e prevedibile, come la Terra e il Sole. La realtà, però, assomiglia molto di più a quel problema della fisica (sì, c’è anche una serie tv molto bella che ha lo stesso titolo) noto come “il problema dei tre corpi”: un sistema caotico, instabile, imprevedibile.

Siamo costantemente “tirati” da tre forze gravitazionali potentissime. C’è la massa enorme del passato: le nostre abitudini, le paure, la memoria di un vecchio infortunio che ci frena. C’è l’attrazione seducente e bruciante del futuro: l’obiettivo in maratona, il peso sulla bilancia, l’ansia di diventare quella versione migliore di noi. E infine c’è il presente: l’unica, fragile navicella da cui possiamo provare a pilotare, sentendo la stanchezza di oggi.

Allenarsi, e vivere, significa accettare questo caos. Non esiste una formula magica per risolverlo, ma solo uno strumento per navigarlo: la consapevolezza. È solo nel presente che possiamo decidere se farci bloccare dall’inerzia o bruciare dall’ossessione, trovando un’orbita sostenibile, solo per oggi.

Buon ascolto, e buona corsa.

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