Gli accessori per il triatleta

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4. Accessori per la corsa e per la gara


Accessori per la bici

Qui si apre un vero e proprio mondo. Potremmo parlarne per ore e senza citare tutti gli accessori possibili per chi va in bici. Quindi mi limiterò a concentrarmi su tre sezioni particolari: il casco, l’idratazione (e l’integrazione), la manutenzione che, secondo me, sono i punti più importanti. In ultimo, per chi si allena indoor, un paragrafo dedicato agli home trainer e ai sensori di potenza.

Il casco

È senza dubbio l’accessorio più importante, senza il quale non si può partecipare a nessuna gara (e non si dovrebbe nemmeno salire in sella per quanto mi riguarda). Negli ultimi anni i brand si sono molto concentrati sulla sicurezza e sulla resistenza agli urti e moltissimi modelli si possono trovare anche con il sistema MIPS (Multi-Directional Impact Protection System) che protegge anche dagli urti rotazionali.

Personalmente credo che – tra tutti gli accessori che vediamo oggi – questo sia quello in cui bisogna badare poco alla spesa e molto alla sostanza.

Come potrai immaginare si potrebbe scrivere un’intera enciclopedia sulla scelta del casco e approfondiremo l’argomento nelle prossime settimane ma, intanto, cerchiamo di fare un super-bignami per orientarci all’acquisto.

Per semplicità, cataloghiamo i caschi in tre grandi categorie: crono, aero e leggeri.

Crono

I caschi da Crono sono quelli più aerodinamici, spesso con visiera integrata, che ci fanno sembrare degli astronauti. Pesano un po’ di più e la ventilazione non sempre è straordinaria ma sono pensati per offrire la minor resistenza all’aria possibile. E quando devi stare in bicicletta per molto tempo nelle gare senza scia, risparmiare qualche Watt è sempre cosa buona e giusta. Io uso il Kask Bambino Pro con due differenti visiere: specchiata per le giornate più soleggiate e trasparente quando è nuvoloso.

Aero

Il casco Aero è più aerato e leggero dei modelli da crono ma – pur avendo una forma più tradizionale – è studiato per essere aerodinamico. La ventilazione è buona ma, all’aerazione, viene preferita la capacità di penetrare l’aria. In questa categoria, negli ultimi anni, abbiamo visto comparire moltissime innovazioni tecniche e prodotti nuovi; quindi la scelta non è facile ma – nella maggior parte dei casi – quando sei al di sopra dei 130 euro, sei di fronte a un buon prodotto.
Io utilizzo il Briko Gass (lo stesso che usa anche Daniel Fontana) e presto ne scriverò la recensione. Grazie alla chiusura magnetica e alla rete anti-insetti è molto comodo e lo posso indossare anche senza sottocasco: aspetto molto importante per la temperatura e la traspirazione. E poi è pensato per la velocità (ed è bellissimo)!

Leggero

Il casco Leggero è il più tradizionale. Con molte porte di ventilazione è pensato per il comfort e la leggerezza. Certo non sarà il più aerodinamico ma quando sei in salita o nelle giornate più calde la termoregolazione della testa è indispensabile.
In questo caso ho fatto una scelta estetica “opinabile” perché uso il POC Ventral Spin. Esteticamente, questo casco o ti piace o lo detesti ma ti assicuro che è quasi come non averlo in testa.

L’idratazione e l’integrazione in bicicletta

La borraccia ce l’abbiamo tutti e, probabilmente, di diverse dimensioni: più grande per le uscite lunghe con il caldo; più piccola quando è meno “urgente” l’idratazione. Ma, per le lunghe uscite, esistono diverse soluzioni che ci permettono di portare con noi maggiori riserve idriche.

Una buona soluzione è il doppio portaborracce da posizionare dietro al sellino: non inficia l’aerodinamica e, in molti casi, permette anche di inserire una cartuccia di CO2 e una camera d’aria nel malaugurato caso dovessimo forare.

C’è solo da prestare attenzione a quanto sia sicuro il portaborraccia perché può accadere che – con una buca particolarmente “violenta” – la borraccia voli via. In questo caso conviene orientarsi su prodotti un po’ più “pesanti” ma sicuri, come il Gorilla di XLab.

Per portare gel e barrette in bici, generalmente si utilizzano delle piccole borse di forma aerodinamica da fissare al tubo orizzontale della bicicletta. Esistono molti prodotti simili, ti porto a esempio il Profile Design E-Pack ma ne puoi trovare di analoghi.

Gli accessori per la manutenzione

Quando si esce in bici è sempre buona norma avere con noi qualche attrezzo per piccole riparazioni di fortuna e l’occorrente per sostituire la camera d’aria qualora incappiamo in una foratura (ma incrociamo le dita che non succeda).

Esistono dei multitool che assomigliano a dei coltellini svizzeri, come questo di Crank Brothers che in pochissimo spazio racchiude 19 utensili. Insieme a questo, una camera d’aria, le levette per la sua estrazione e una pompa (oppure una cartuccia di CO2 con il suo beccuccio) sono gli elementi indispensabili.

Anche le bombolette di gonfia-ripara possono fare al caso nostro ma sostituire la parte danneggiata è sempre “cosa buona e giusta”.

Gli home trainer

Rulli, rulli, rulli. Puoi pensare di sentirti un criceto ma, se vuoi prepararti nel modo giusto durante l’inverno, ti serve senza dubbio un home trainer (o ciclomulino, in italiano).

Ne esistono di diversi tipi:

  • Direct Drive: sono i più innovativi e si sostituiscono alla ruota posteriore. Dovrai quindi usare lo stesso pacco pignoni e adattarli (ma lo fai una volta sola);
  • Wheel On: sono i più comuni. Si agganciano al mozzo della ruota che rimane montata e a contatto con una superficie che trasmette la resistenza per pedalare, sono più rumorosi ma anche più economici dei Direct Drive;
  • Roller: tradizionali. La bici non è assicurata in alcun modo e devi essere tu a rimanere in equilibrio. Personalmente è una soluzione che non mi entusiasma.

Qualunque soluzione tu scelga, ti consiglio di optare per una resistenza elettromagnetica e una connessione bluetooth in modo da poterli accoppiare con le molte app per la gestione dei trainer, Zwift e FulGaz su tutte.

I brand più diffusi sono Tacx, Wahoo ed Elite. Io uso un Wahoo Kickr di qualche anno fa ma, se dovessi acquistarlo ora, visto la recente acquisizione da parte di Garmin, sceglierei un Tacx perché sicuramente ci sarà integrazione tra i diversi prodotti.

I sensori di potenza

Anche in questo caso si apre un mondo. Ce ne sono di moltissimi tipi, in alcuni casi già integrati nelle pedivelle della bici, in altri da sostituire ai pedali o da montare successivamente.

Senza dubbio però la scelta di un sensore di potenza ci permette di allenarci in modo più produttivo e consapevole.

 

Andiamo adesso a vedere i (pochi) accessori per la corsa.

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