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I trucchi per essere più responsabili muovendosi

  • 5 minute read

  • I trasporti, privati e pubblici, contribuiscono pesantemente all’inquinamento terrestre.
  • Ogni tentativo di limitarli deve offrire soluzioni alternative e a volte addirittura preferibili.

 

Con il nostro pianeta in mente e nel cuore, abbiamo parlato di come puoi impegnarti a conservarlo e a non incidere troppo sulla sua salute con abitudini sane e razionali rispetto al cibo, alle pulizie, ai consumi energetici e al bagno. Non resta che parlare dei trasporti, un altro grande fattore inquinante.

Per farlo abbiamo pensato di dividere i consigli in base alla distanza che devi coprire, in modo che in ogni caso tu abbia un’opzione. Partiamo!

1. 0-5 km. Entro questi limiti, e specialmente se hai l’abitudine a correre e le distanze quindi non ti impauriscono, le opzioni sono due: a piedi o in bici. Non ci sono davvero molti altri mezzi di trasporto che possono batterli. Entrambi comportano l’utilizzo dei tuoi muscoli ma noi siamo amici di certi sforzi, no? Oltre al fatto che camminare non ti permette solo di spostarti ma ha anche innumerevoli altri benefici non solo sulla tua salute fisica ma anche mentale (oltre a essere un ottimo sistema per stimolare la creatività).

Spostandoti così non puoi portare molti pesi e, per esempio, fare la spesa può essere un problema, o quantomeno potrebbe rivelarsi faticoso. A parte il fatto che un po’ di zavorra è altrettanto ottima come esercizio fisico, puoi limitare il peso da trasportare comprando nei negozi di quartiere. Così facendo otterrai molteplici benefici: sosterrai il mercato locale, acquisterai materie prime fresche e del territorio e limiterai il loro peso perché non dovrai fare scorta se non per qualche giorno. E se devi portare qualcosa in più, la bici è perfetta: ha già le maniglie incorporate e pure il cestino, se non dovesse starci tutto.

In questa categoria non possiamo non citare le bici elettriche o a pedalata assistita e i monopattini. Entrambe le soluzioni sono sempre più diffuse e comunque preferibili ad altri tipi di trasporti privati, specie se questi ultimi prevedono un motore termico. Un piccolo inciso: le uniche biciclette davvero ecologiche sono solo le biciclette, altrimenti (e purtroppo) definite “muscolari” per distinguerle da quelle elettriche. I mezzi a due ruote con propulsione elettrica sono sicuramente più ecologici di quelli a combustibile fossile ma è giusto ricordare che l’energia elettrica necessaria ad alimentarli non è spesso ottenuta completamente da fonti rinnovabili. Anzi, piuttosto raramente, almeno in Italia e a patto che non siano ricaricati con energia ottenuta con produzione domestica, cioè con i pannelli fotovoltaici.

2. Entro i 10 km. La soluzione più ovvia ed ecologica è quella del trasporto pubblico, possibilmente elettrico (tram, bus, metropolitana) e, in mancanza di altro, anche a motore termico. Perché quest’ultimo sarebbe preferibile? Per questioni di pura ottimizzazione: un autobus trasporta su un unico mezzo più persone di quante ne trasporti un’auto, o, in altri termini, per ottenere la capacità di carico di un autobus bisogna mettere in fila almeno una decina di auto, se non molte di più quando questo è oltremodo carico. Difficile insomma competere con un autobus in termini di capacità di carico in rapporto alle dimensioni.

3. Medie/lunghe distanze. La soluzione più ovvia ed ecologica è quella del treno. È corretto menzionare anche forme di trasporto privato ibride, come il car-sharing o il car-pooling. Pur trattandosi di trasporto inquinante, hanno il pregio di ottimizzare l’utilizzo dei mezzi, caricandoli il più possibile di persone, ovviamente entro i limiti della loro omologazione.

La differenza fra il car-sharing e il car-pooling è presto detta: nel primo caso il veicolo è di proprietà di una società che lo affitta al privato (come Enjoy o Car2Go – per dirne solo due) a tempo, nel secondo è di proprietà privata e viene condiviso solo limitatamente al viaggio. In altre parole il guidatore resta il proprietario mentre i passeggeri contribuiscono alle spese. Anche Uber è un servizio di car-pooling, anche se è molto simile a un servizio di taxi, con il quale è spesso confuso, anche perché la tariffazione ha modalità simili, per quanto sia stabilita in anticipo e non durante il tragitto (essendo quindi soggetta al traffico).

4. Lunghe e lunghissime distanze. I tempi moderni e la loro velocità purtroppo impongono un’unica soluzione, ed è molto inquinante: parliamo degli aerei, cioè gli unici veicoli capaci di trasportare passeggeri e merci su distanze molto estese in poco tempo. Ci sono anche altri mezzi che le possono coprire e ne abbiamo già parlato: bus e treni (ma anche navi passeggeri) arrivano praticamente ovunque e da dovunque nel mondo, ma con tempi al confronto biblici.

Hanno fatto notizia in tempi recenti alcuni atleti che hanno preferito non volare per andare a competere in paesi diversi dal proprio per non contribuire all’inquinamento generato dal trasporto aereo. Si tratta di iniziative più simboliche che significative in termini di contenimento dell’impatto ambientale (la percentuale di professionisti del settore in relazione al numero di passeggeri aerei totale è un numero preceduto da molti zeri che seguono una virgola), però in questi casi conta la risonanza mediatica di iniziative del genere, più che il loro peso reale.

Una cosa è certa ed è positiva: si pensa che trovata la soluzione a un problema, basti applicarla per farlo sparire. Purtroppo le cose non sono mai così semplici, anche perché si trascura che cambiamenti così massicci di abitudini comportano in primo luogo la sensibilizzazione delle persone al riguardo. Solo dopo, e lentamente, si vedranno i risultati.

In un mondo in cui tutto va di fretta, non si ha tempo per aspettare i risultati. Si vorrebbe che le cose si sistemassero, e al più presto. Il primo passo però è quello di creare una coscienza del problema, per poi diffondere la consapevolezza della sua urgenza e infine per attuare soluzioni relative sulla grande scala.

Crediamo che questo tipo di approccio sia sempre più diffuso e con questo ciclo di articoli abbiamo voluto dare il nostro contributo. Magari non farai tutto quello che ti abbiamo suggerito, magari già lo fai, magari penserai di farlo. Una cosa è certa: quando ti troverai in tutte le situazioni comuni di cui abbiamo parlato, da oggi hai uno strumento in più per affrontarle in maniera diversa.


Leggi tutti gli altri consigli:
  • I trucchi per essere più responsabili mangiando
  • I trucchi per essere più responsabili pulendo
  • I trucchi per essere più responsabili consumando
  • I trucchi per essere più responsabili in bagno 
  • I trucchi per essere più responsabili muovendosi

 

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