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Hai mai pensato di passare dalla corsa al triathlon? Potresti trovare nuove sfide e motivazioni, affrontando nuotate, bici e corsa.
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Preparati a nuove distanze e tipologie di gare uniche, adatte a ogni livello di esperienza.
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Come affrontare la transizione?
A volte correre non basta più. A volte serve uno stimolo nuovo per spingerti a continuare ad allenarti e restare motivato. Ed è in questi momenti che potresti iniziare a considerare la possibilità di metterti alla prova nella triplice.
Se sei arrivato al punto di aver pensato di compiere la transizione dalla corsa al triathlon saprai già grossomodo a cosa andrai incontro. Per tutti gli altri invece è doveroso precisare che il triathlon è un multi sport su multidisciplina, tre per l’esattezza, da compiere all’interno della stessa competizione. Si parte con il nuoto per poi passare alla bici e infine alla corsa.
Ce n’è per tutti i gusti
Così come accade nella corsa ci sono gare di 5, 10, 21, 42 chilometri anche nel triathlon ci sono gare che prevedono diverse distanze. Le gare di triathlon si dividono in:
- Super Sprint (400m nuoto – 10km bici – 2,5km corsa)
- Sprint (750m nuoto – 20km bici – 5km corsa)
- Olimpico (1500m nuoto – 40km bici – 10km corsa)
- Mezzo Ironman o 70.3 (1900m nuoto – 90km bici – 21km corsa)
- Ironman (3800m nuoto – 180km bici – 42km corsa)
Oltre alle classiche poi vanno considerate anche tutta quella serie di gare su distanze intermedie, magari su particolari tracciati, con organizzazioni più piccole e a carattere locale che si svolgono parallelamente agli eventi più famosi e gettonati, esattamente come accade anche nel mondo della corsa.
Come passare dalla corsa al triathlon
Una cosa che dovrebbe esserti chiara in questa fase è che dovrai iniziare ad allenare non più solo una ma ben tre discipline. Questo comporterà rivedere e rimodulare il volume dei chilometri di corsa che sei abituato a fare. Una teoria semplice ma di difficile applicazione in alcuni casi soprattutto dal punto di vista mentale. Chi corre talvolta fa fatica a “rinunciare” alla sua dose giornaliera.
Tuttavia se sei deciso a intraprendere il percorso che ti condurrà a diventare un triatleta devi seriamente iniziare a investire del tempo anche in altre tipologie di allenamenti, come quelli in piscina e in sella alla bici, il tutto nelle giuste proporzioni ovviamente. A meno che tu disponga di moltissimo tempo libero a disposizione, la programmazione degli allenamenti sarà di fondamentale importanza. Non puoi correre 50, 60, 70km alla settimana e pensare di aggiungere altre ore di allenamento in piscina e altre in bici. Con queste premesse l’unico traguardo che potrai raggiungere è quello dell’overtraining.
Concentrati sulla bici
Qualsiasi sia la gara di triathlon in cui hai deciso di cimentarti, la bici sarà la disciplina che occuperà la maggior parte del tuo tempo sia in allenamento che in gara in cui la frazione in bici prenderà circa il doppio del tempo rispetto al nuoto e alla corsa.
Inoltre la forza degli arti inferiori sviluppata a macinare chilometri seppur sarà una buona base di partenza non sarà sufficiente per riuscire a performare in bici, disciplina che richiede un ingaggio diverso della muscolatura. Devi pertanto entrare nell’ottica di idee di iniziare a lavorare sulle tue debolezze e su i tuoi punti critici.
Dal ritmo alla frequenza cardiaca
Per alcuni può risultare più semplice impostare l’allenamento monitorando il ritmo o il passo al chilometro. Tuttavia nell’ottica della triplice può valere la pena iniziare ad allenarsi imparando a controllare e gestire la frequenza cardiaca. È un’abilità che ti tornerà molto utile soprattutto nella frazione di bici quando dovrai pedalare per molti chilometri magari su percorsi non regolari. Un tracciato “mangia-e-bevi”, ovvero che prevede un continuo alternarsi di tratti più o meno lunghi e impegnativi in salita e in discesa, possono influire sul ritmo della pedalata. In questi casi saranno più attendibili e indicativi sul tuo stato di forma i dati relativi alla frequenza cardiaca e alla potenza.
Non aver paura di chiedere aiuto
Parti dal presupposto che chiedere aiuto non è mai una sconfitta. A volte serve che ci sia qualcuno che ci insegni a muovere le ali per poi poter volare liberi nel cielo. Rivolgersi a un coach professionista per impostare correttamente la suddivisione dei carichi e degli allenamenti è l’investimento migliore che tu possa fare per il futuro da triatleta. Una volta apprese le basi potrai anche decidere di proseguire con le tue sole gambe e conoscenze acquisite, anche se comunque non si smette mai di imparare.
Allena la zona cambio
I tuoi allenamenti dovrebbero prevedere anche delle prove generali delle zone cambio, ovvero le zone in cui terminata una frazione ci si prepara per quella successiva: per esempio quando esci dall’acqua e ti prepari per salire in sella o quando una volta sceso dalla sella allacci le scarpe da corsa per iniziare l’ultima frazione.
Questa zona è cruciale per chi lotta per i piazzamenti in classifica e per chi vuole migliorare i suoi tempi in gara perché è il momento in cui si perdono secondi e minuti preziosi. Per questo è importante affinare la tecnica e diventare il più veloci e fluidi possibili.
Goditi il viaggio!
Se hai deciso di intraprendere questo nuovo percorso sarai quasi sicuramente super motivato ed emozionato al solo pensiero. Conserva tutte queste vibrazioni positive e sfruttale per trarne ancora più energia che ti sarà senz’altro utile per affrontare i duri allenamenti che ti aspettano.
Sii fiero di ogni piccolo miglioramento e traguardo che raggiungerai. Goditi il senso di gratificazione e soddisfazione che ne deriverà. Non resta che augurarti buon divertimento!

