Camminare o correre in salita, quale è meglio per perdere peso?

Camminare o correre in salita: quella delle due è meglio perdere peso?

C’è una domanda che si insinua spesso tra i pensieri di chi sale su un tapis roulant impostato su “salita”: è meglio camminare o correre in pendenza per bruciare più grassi? Ok, diciamo che non è proprio la domanda che si fanno tutti, specie perché correre su tapis inclinato non è la prima cosa che hai voglia di fare, basta già in piano. Però la domanda è lecita.

La risposta, come sempre quando si parla di corpo umano, dipende da diversi fattori. Ma non è una di quelle risposte elusive che ti lasciano più confuso di prima: è una risposta affascinante perché costringe a ripensare il concetto stesso di sforzo. E ci porta a riflettere su cosa vogliamo davvero ottenere, correndo o camminando in salita.

L’inclinazione cambia tutto

Camminare in salita non è una versione “light” della corsa, è proprio un altro sport. Per capirci: camminare su un tapis roulant con inclinazione del 15% a 5 km/h può bruciare più calorie che correre in piano a 9 km/h.

Perché? Perché entra in gioco la gravità. A ogni passo devi sollevare il tuo corpo contro un’inclinazione, e anche se vai piano, l’impegno muscolare (soprattutto di glutei, quadricipiti e polpacci) cresce. È un lavoro che mette sotto torchio i muscoli senza chiedere troppo al cuore. Perfetto per costruire resistenza e per bruciare grassi, anche perché mantiene il battito in quella zona magica dove il corpo privilegia l’ossidazione lipidica.

Ma non solo: camminare in salita stressa meno le articolazioni, soprattutto ginocchia e caviglie. È un’opzione accessibile anche per chi ha avuto infortuni o è alle prime armi. Questo significa che puoi prolungare la durata delle sessioni senza incrementare il rischio di sovraccarico.

Correre in salita: il turbo metabolico

Se però parliamo di stimoli intensi, correre in salita vince facile. È un tipo di sforzo che alza molto la frequenza cardiaca, attiva tutti i grandi gruppi muscolari inferiori e, soprattutto, fa schizzare in alto il consumo calorico. Non solo durante lo sforzo, ma anche dopo, grazie all’afterburn effect: quel fenomeno per cui il tuo metabolismo resta accelerato anche ore dopo l’allenamento.

La corsa è, per sua natura, un’attività ad alto dispendio energetico per unità di tempo. Se l’obiettivo è massimizzare il dispendio calorico in un lasso di tempo limitato, la corsa si configura come una scelta efficiente. Ma provoca anche più stress muscolare, più rischio di overtraining e più carico articolare.

Cosa vuol dire davvero “bruciare grassi”?

Spesso si pensa che “più sudi = più dimagrisci”, ma il corpo non funziona così. Il grasso è un serbatoio energetico lento: lo usi quando lo sforzo è moderato e prolungato.

A intensità elevate, tipiche della corsa sostenuta, il corpo tende a fare maggiore affidamento sui carboidrati come fonte di energia rapida. Al contrario, a intensità moderate, come quelle mantenute durante la camminata in pendenza, l’organismo privilegia l’ossidazione dei grassi. Questa condizione si verifica nella cosiddetta “zona 2” della frequenza cardiaca, dove il corpo è ottimizzato per utilizzare i lipidi come substrato energetico primario.

Quindi, anche se la corsa brucia più calorie totali, la camminata in salita può essere più efficiente nel far lavorare il metabolismo lipidico. Detto brutalmente: se vuoi perdere peso in modo sostenibile, camminare in salita è uno strumento più dolce ma molto efficace.

E allora?

Allora non c’è una risposta giusta in assoluto. Ma c’è una risposta giusta per te, oggi.

Se hai dormito poco, se hai i muscoli ancora un po’ indolenziti, se vuoi ascoltare un podcast o respirare forte senza arrivare alla soglia anaerobica: cammina in salita. Dai al tuo corpo uno stimolo efficace ma rispettoso. Se invece la priorità è la ricomposizione corporea con un approccio sostenibile e a basso impatto, la camminata in pendenza rappresenta una strategia estremamente valida.

Se invece ti senti pieno di energia, vuoi testarti, vuoi andare oltre e puntare al miglioramento della performance cardiovascolare: corri. Magari per brevi tratti. Magari alternando. Magari con un approccio run-walk-run.

E se stai pensando “eh ma io sono uno che deve sudare per sentirmi allenato”, ricorda che la vera sfida è proprio lì: imparare ad ascoltare il corpo anche quando non urla, ma sussurra.

La scelta dovrebbe essere guidata dai tuoi obiettivi specifici e dalle tue condizioni del momento. Il corpo è un universo complesso che merita rispetto, non forzature.

(via The Manual)

PUBBLICATO IL:

ultimi articoli

Altri articoli su questo argomento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.