Anne Zannoni

Annalisa Zannoni (detta Anne): lo sguardo che pietrifica, la voce che stordisce, i tentacoli che stritolano. Sono tutte caratteristiche...che non le appartengono. I tentacoli forse ma non ho mai guardato troppo bene. Anne vive in vari posti, basta che si trovino tutti sulla linea di partenza di una maratona qualsiasi. Di professione fa l'ottimista. Ha da tempo iniziato il suo processo di trasformazione in donna bionica, sostituendo con delle protesi fatte di sushi le articolazioni infortunate. E' a buon punto ma ultimamente si è fermata sul processo di bionicizzazione delle caviglie dove è richiesto del wasabi aggiuntivo. Presto però sarà ultimata e allora il suo progetto di conquista del mondo potrà continuare. E noi la seguiremo come in quel quadro dove c'era la libertà con le poppe di fuori (che però è di schiena e quindi tutti corrono per vedere cosa c'è davanti), anche se Anne è più pudica.

Il grande Bau Bau

È sulla strada e fuori dalla strada. Ogni tanto è motivata e ogni tanto no. È la paura a volte che ci attende in agguato.

Gli sverniciatori

Sono tanti e replicanti. Spesso all'improvviso, ce li troviamo sulla nostra strada, al nostro fianco. Ma non hanno nessuna pietà di noi: sono gli sverniciatori!

La sfida (mai arrendersi)

Si può gettare la spugna o prender la cosa a muso duro. Il livello di follia dipende da noi.

Il corpo dimentica

Correre una gara, fare un triathlon, allenarvi. Esercitate il vostro corpo, fatelo riposare un po' più del dovuto e provate a chiedergli cosa si ricorda.

Chissà se Beethoven piangeva

Non so se Beethoven piangeva quando non riusciva più ad ascoltarsi. Io so che non riesco più a correre e qualche lacrimuccia mi scappa. Ma forse deve scappare.

Arriva il più lontano possibile, e poi fai un altro passo

Si aspetta così tanto quel momento, il tornare a correre, che inevitabilmente ci si ritrova semplicemente impreparati.

Eppur si muove

Alla fine forse, si riesce a gioire soprattutto dei traguardi altrui.

MOLLO TUTTO. POI TORNO

Come tutte le storie d'amore, anche quella con la corsa può avere i suoi momenti di crisi. Soprattutto quando sono forzati da un'infortunio, obbligano a porsi delle domande. Ma alla fine, l'amore vince sempre.

Correndo con una cartina in mano

Quando potete, rompete la routine e fatevi una vacanza, anche breve. Ma non dimenticate mai le scarpe da corsa (e una cartina).

Bentornato, dolore!

Succede che ti infortuni. Succede che per tenerti informa vai in palestra. Succede che ritrovi il coraggio di uscire per strada. Succede che ti perdi. Succede - soprattutto - che ti ritrovi. Ed è bellissimo.

12 minuti, ma possiamo chiamarli anche “felicità”

3 mesi fa se mi avessero detto di correre 12' su un treadmill avrei pensato a uno scherzo. Oggi penso che si chiamano felicità, come la corsa.

La tentazione

Vorrei ma non posso. Cosa? Una macchina nuova? Un vestito nuovo? Quelle scarpe? Quel cellulare? No: CORRERE!

gli ultimi articoli