Correre a Tokyo

Secondo episodio della trasferta di Cristina in Giappone: e questa volta siamo a Tokyo

Dopo una prima tappa a Kyoto, Cristina è arrivata a Tokyo dove ovviamente… ha corso!


東京 (Tokyo): ci è voluto meno di quanto pensassi a raggiungere il Giappone in aereo, ma la differenza di fuso orario si fa sentire tutta, e come ho imparato in svariati viaggi nel corso degli anni, la corsa è un metodo infallibile per rimettermi in sesto. E così, neanche ventiquattr’ore dopo essere atterrata, ho le scarpette ai piedi e sono pronta per un booster di energia!

L’Airbnb dove sono alloggiata è in una piccola stradina secondaria in una tranquilla zona caratterizzata da basse costruzioni in cemento e qualche pista ciclabile. Oltrepasso alcune donne anziane che spazzano i marciapiedi davanti alle loro casette e mi dirigo verso una strada più ampia che sembra essere un’arteria principale del quartiere. Non sono ancora le sette di mattina e c’è già un discreto movimento in giro: il clima è quello di una fresca mattina d’estate che presto lascerà il posto a temperature più calde. I negozi sono ancora chiusi e i marciapiedi sono popolati da gruppi di uomini vestiti tutti uguali: camicia bianca dentro pantaloni neri, cintura in vita e valigetta alla mano, si dirigono verso il proprio posto di lavoro quasi senza parlare tra di loro.

Entro dentro il Shinjuku Chuo Park e mi imbatto in un gruppo di studenti intenti a spazzare le foglie del giardino pubblico. Indossano tutti l’uniforme della scuola e quando passo accanto a loro interrompono l’attività di pulizia e mi salutano con un movimento in giù e in su della testa. Ricambio con un konnichiwa e un sorriso, sicura di aver già visto questi gruppi di studenti in mille e uno cartoni animati.
Incrocio qualche altro runner, tutti giapponesi, sia uomini che donne: mi salutano con un cenno del capo e più che correre, sembra che stiano facendo una corsetta di riscaldamento, dato che hanno un’andatura molto lenta e rilassata e i passi sono piccoli e ravvicinati.

Oltre a qualche scoiattolo, il parco ospita anche dei templi e dei ponticelli la cui aurea di calma e tranquillità è in netta contrapposizione con i grattacieli di vetri scintillanti che si ergono a partire oltre la fine del parco. Incuriosita, mi dirigo verso questa zona caratterizzata da grandi palazzi di vetro e marciapiedi tirati a lustro: corro immersa nelle ombre a livello della strada e di tanto in tanto mi imbatto in grandi schermi touchscreen e in voci metalliche che impartiscono istruzioni in giapponese e che probabilmente suggeriscono quale lato della strada tenere quando si cammina, come pagare il parcheggio o tenere pulito lo spazio pubblico, chissà. Decisamente inusuale la presenza di cotanta interazione digitale per le strade cittadine.

Faccio dietrofront e corro in senso contrario a quello tenuto dalla maggior parte delle persone per strada: folti gruppi di impiegati e impiegate camminano tranquilli e sicuri verso i loro uffici e i loro incontri di lavoro lasciandosi alle spalle la tranquillità del parco e un quartiere residenziale dove probabilmente torneranno solo a tarda sera. Io invece mi ci ributto a capofitto, pronta per una doccia e una colazione a base di caffè e tamagoyaki (omelette giapponese), e pronta per esplorare questa città e questo paese dove la dimensione umana più raccolta e tranquilla sembra mischiarsi così bene con la spinta verso un futuro più veloce e tecnologico.

Cristina Lussiana


Gli altri viaggi di Cristina:

AFRICA
– Angola
– Benin
– Città del Capo
– Congo
– Lesotho
– Mali
– Madagascar
– Mozambico
– Nairobi
– Rwanda
– Senegal
– Sudafrica

AMERICA
– Guatemala
– Hawaii
– New Orleans
– Washington

ASIA
– Bangkok
– Cambogia
– Kathmandu
– Kyoto
– Myanmar

EUROPA
– Amsterdam
– Cambridge
– Ginevra
– Oslo
– Portogallo


PUBBLICATO IL:

ultimi articoli

Altri articoli su questo argomento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.