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Altra Torin 5: a lungo, naturalmente

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Un po’ di anni fa correre natural era considerato qualcosa da eletti, da sperimentatori. Chi correva così aveva a disposizione scarpe molto particolari, spesso senza alcuna ammortizzazione, con un puntale molto ampio e soprattutto con drop 0. Diciamocelo, per essere considerati dei runner natural bisognava essere disposti a usare scarpe un po’ estreme o quantomeno inusuali: la comodità era un po’ trascurata e bisognava avere dei piedi molto ben allenati perché se manca il lavoro che fa l’intersuola deve intervenire la biomeccanica, cioè i muscoli e le ossa.

Correre natural insomma era una scelta molto precisa che non permetteva di variare il tipo di scarpe. O meglio: se correvi natural potevi anche correre con scarpe tradizionali ma non viceversa.
Con il tempo c’è stata una benvenuta convergenza fra le due famiglie di scarpe da running: quelle che sono cambiate di più sono state proprio le natural, cioè le più radicali in origine. Hanno iniziato ad avere intersuole più generose e ad assomigliare apparentemente alle loro cugine tradizionali. Ma non nella geometria che è sempre rimasta fedele alle origini: punta larga e drop 0 o molto contenuto.
E arriviamo ad Altra, cioè un brand che sin dalla sua origine ha sposato la filosofia natural e che ha seguito poi l’evoluzione verso la comodità.

La comodità

Parto proprio da questa caratteristica per parlare delle Torin 5. Ricordo quando provai le loro lontane cugine: le Adam non avevano drop, non avevano ammortizzazione e nemmeno i lacci! Erano il grado zero della scarpa da running. E non si potevano di certo definire comode.
Il modo più semplice per descrivere la sensazione di indossare le Torin è questo: è come correre con le Adam ma con tanta sostanza sotto, perché sono scarpe molto ammortizzate e morbide. Eppure la loro forma e il loro comportamento è molto simile a quello delle Adam: stesso puntale largo (per aprire le dita dei piedi e scaricare su una superficie maggiore la spinta propulsiva) e stesso drop zero. È un po’ come se avessi di nuovo corso con le Adam ma su una strada magicamente fatta di una sostanza morbida.
I fondamentalisti del running natural potrebbero considerare quest’evoluzione come un tradimento ma io dico che non c’è niente di male a correre stando comodi, specie quando il resto dell’esperienza di una scarpa che nel DNA è ancora pura è mantenuta.

L’assetto

Mentre ci correvo, il pensiero e le sensazioni si sono concentrate soprattutto su due aspetti: sulla comodità e sulla stabilità. Il comfort è distribuito lungo tutta la pianta del piede ma senza dare l’impressione di appoggiare su una superficie cedevole. Perché la magia, in un certo senso, accade appena sotto, sul battistrada. Quando le Torin toccano terra comunicano a tutta la gamba la netta percezione di un appoggio stabile ed equilibrato. Non è sempre facile ottenere un buon bilanciamento fra ammortizzazione, stabilità e reattività ma in questo caso – a parte la risposta normale e non eccessivamente reattiva dell’intersuona – bisogna ammettere che la magia è riuscita.
Senza poi parlare di un aspetto che conta di più di molte questioni tecniche e cioè: quando decidi quali scarpe usare per correre ti viene voglia di usare proprio quelle perché ci corri bene? Ecco, non esiste metodo migliore per capire se una scarpa ti sta dando buone sensazioni, e con le Torin 5 mi è capitato proprio questo.

Due consigli, alla fine

Uno è per Altra e uno per te. Ad Altra consiglio di rivedere il disegno della linguetta: è di tipo piatto e non imbottito, tipico della scarpa racing. Utilizza poco materiale ed è molto stabile. Il problema che ho rilevato riguarda però il bordo superiore della linguetta che è troppo schiacciato verso l’interno e sfrega fastidiosamente sulla caviglia, irritandola. Ho avuto questo problema solo con la destra e quindi lo attribuisco a un difetto circoscritto, forse dovuto a una conformazione non ottimale. L’unico modo per evitare fastidiose abrasioni è stato indossare calze alte ma non si dovrebbe essere costretti a farlo, specie quando si è abituati come me a correre con calze molto corte quasi tutto l’anno.

E infine un consiglio a te: se decidi di acquistarle, valuta seriamente di prendere mezzo o anche un numero in più perché, come si suol dire, “vestono poco”. Lo si sente soprattutto camminando; correndo, paradossalmente, si avverte di meno che il numero “giusto” fascia un po’ troppo. Però non bisogna trascurare che più a lungo si corre, più il piede si dilata e quindi durante un lungo potresti avvertire poca libertà del tuo piede all’interno della scarpa. Basta saperlo e ora lo sai.

Ma a proposito di lungo: le Torin 5 vanno benissimo per queste lunghezze e per chi, magari non proprio in peso forma, vuole correre molto. Avendo un’ottima ammortizzazione puoi infatti pensare di correrci tanto, sapendo che ti sosterranno. Quindi infilale e vai!

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